«Se questo governo saprà osare sarà riconfermato»

Montezemolo: «Prendete Blair, ha fatto le riforme ed è stato rieletto

Nostro inviato a Santa Margherita Ligure
Domenico Siniscalco si toglie la giacca e Luca Cordero di Montezemolo la cravatta. Per tirare le conclusioni della due giorni dei baby imprenditori, il presidente di Confindustria replica il gesto fatto al precedente convegno dei Giovani a Capri in ottobre. Il clima informale, quasi vacanziero, non deve trarre in inganno. Il leader degli industriali torna ad ammonire la politica chiedendo «scelte coraggiose e bipartisan». Ma, questa volta, almeno riconosce alcuni meriti del governo Berlusconi. La situazione dell’economia italiana è nota. Montezemolo spinge sull’acceleratore perché, dice, «i tempi della politica sono differenti da quelli dell’industria».
Insomma, coma già fatto nel corso dell’assemblea di Confindustria di una decina di giorni fa, torna a chiedere «quelle quattro o cinque priorità indispensabili per il futuro». Serve la collaborazione di tutti. «Sia delle istituzioni che della politica alla quale chiedo di guardare avanti. Basta dirci cose non vere. Le cifre, la situazione attuale – ripete ancora una volta – non sono né di destra né di sinistra. Ci sono tanti nodi che vengono al pettine». Sono concetti detti e ripetuti più volte negli ultimi mesi. Ma con un’aggiunta. «Mi rendo conto – prosegue – che governare il Paese è difficile e mi rendo conto che questo governo è riuscito ad affrontare alcuni nodi importanti di riforme». Ma non basta. «È giunto il momento che ognuno faccia la sua parte, collaborando».
Il presidente di Confindustria insiste per «un profilo alto della politica. Dobbiamo crescere, investire, rischiare». Ed ecco le “solite” quattro o cinque priorità che Montezemolo ama ricordare ad ogni suo intervento pubblico. Anche davanti ai Giovani imprenditori, chiede una riforma della burocrazia, «frutto di un accordo bipartisan senza l’assillo delle elezioni e dei contratti degli statali»; il taglio dell’Irap, «non solo perché ce lo chiede l’Europa»; facilitare fiscalmente la crescita e la fusione tra piccole imprese. Senza dimenticare la lotta all’evasione fiscale. «Trovo assolutamente positiva - dice – la volontà espressa dal ministro Siniscalco di predisporre una forte azione per debellare l’evasione fiscale». Anche perché, precisa Montezemolo, «l’evasione fiscale è un crimine. Significa sottrarre risorse al Paese». D’altra parte, ben 4 milioni di persone «sono fuori dai controlli e non è un buon esempio soprattutto nel momento in cui bisogna reperire risorse per lo sviluppo». Sono queste le richieste che gli industriali inoltrano ai politici. «Fare le riforme – ricorda Montezemolo - non significa essere penalizzati elettoralmente». L’esempio del leader inglese Tony Blair lo dimostra. «Lui le ha fatte e ha ottenuto la terza riconferma». Ecco, quindi, l’ennesimo pressante appello «al governo di fine legislatura di fare scelte coraggiose. Quando uno ha la forza delle decisioni, il consenso segue sempre tali decisioni». Insomma, «se si fanno scelte coraggiose, il consenso verrà dopo. Vogliamo tornare a vincere e recuperare quote di mercato. La rivincita del nostro Paese – assicura Montezemolo – è vicino e molto dipende da noi». Poi il presidente di Confindustria affronta il capitolo Europa. La doppia bocciatura di Francia e Olanda al trattato europeo, dice, «deve servire a compiere una doverosa riflessione sull’Europa, che deve essere meno burocratica e più vicina ai cittadini». Ma, avvisa, indietro non si torna perché «l’Italia ha bisogno di un’Unione europea forte e moderna». Infine, Montezemolo ricorda l’importanza di attirare investimenti esteri nel nostro Paese. «Ben vengano gli stranieri – dice - se servono a creare maggiore concorrenza». Invece, «non credo che stimoliamo la concorrenza proprio in tutti i settori, non ultimo quello delle banche». Eppure, conclude, «sono imprese e più hanno concorrenza, più possono crescere, più sono fondamentali per il mondo delle imprese».
Dopo le conclusioni, Montezemolo si incontra brevemente con il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ospite al convegno dei giovani imprenditori. Il confronto sulla riforma dei contratti sembra restare al palo. Il presidente di confindustria non ne ha fatto cenno nel suo intervento e Epifani precisa che «in questo momento le priorità del Paese sono altre».