Se «La Repubblica» fa scuola. E compiti

È un «incredibile viaggio alla scoperta del giornale» (con la «g» minuscola, sia chiaro). Questo almeno è il sottotitolo del fascicolo distribuito ai ragazzi delle scuole, delle medie in particolare, e che si chiama «Repubblic@scuola». Ovviamente si tratta di un’inziativa del quotidiano «La Repubblica» diretta alle scuole e come tale assolutamente rispettabile e positiva. Quello che però ha fatto saltare sulla poltrona del divano più di un genitore, quello cioè che è sembrato davvero «incredibile», è stata la scelta di trasformare questa iniziativa, che naturalmente nasce con scopi commerciali, in un compito a casa per i ragazzi. Tanto più osservando il contenuto di certe «guide» al compito.
Occorre fare un piccolo salto indietro per spiegare meglio. La Repubblica distribuisce, come anche altri quotidiani, copie omaggio nelle classi. Alcuni insegnanti scelgono di usare il giornale come base di partenza per lezioni e approfondimenti. Ebbene, La Repubblica ha iniziato a distribuire anche un fascicolo («Repubblic@scuola», appunto) che prima spiega come è fatto e come si suddivide un quotidiano, poi propone agli studenti una sorta di gioco per ricostruire insieme le notizie e arrivare a confezionare un vero e proprio giornale. Per molte domande, è inevitabile, serve la guida di un adulto. E così se l’insegnante incarica i ragazzi di compilare il fascicolo come compito a casa, finisce che papà e mamma, o qualche nonno, siano costretti a dare una grossa mano.
In più occasioni, fanno notare i genitori che non hanno gradito la cosa, si chiede di ricostruire notizie o titoli aiutandosi con quanto apparso sulle ultime edizioni de «La Repubblica». «Però le copie non vengono sempre regalate ai nostri ragazzi - lamentano alcuni familiari di alunni di terza media -. Dovremmo andare noi a comprare le altre?» Domanda legittima, visto che anche «giocando» con le pagine dell’economia, il fascicolo-compito, chiede ai ragazzi di «consultare la tabella del mercato valutario» e di «calcolare nell’arco di una settimana» le oscillazioni euro/dollaro.
Il vero punto che però non va giù ai genitori che oggi protestano e segnalano a «il Giornale» questa situazione, si trova a pagina 5, dove si sfogliano «le pagine della sezione Mondo», cioè il settore delle notizie che arrivano dall’estero. Ebbene, il fascicolo proposto da Repubblica invita subito gli alunni a riflettere sulle guerre che «ci pongono sempre lo stesso interrogativo: si poteva evitare?». Un po’ come far già capire che c’è qualcuno che gioca e si diverte a far la guerra. Il dubbio dei malpensanti si corrobora subito a seguire quando, il secondo punto che si chiede ai ragazzi di approfondire è quello legato ai profili dei vari personaggi della scena mondiale. Gli alunni, come compito, devono scrivere «una frase significativa coerente con il pensiero della personalità» proposta. Indovinate chi c’è. Joseph Ratzinger, certo, Giorgio Napolitano, Kofi Annan e, ovviamente George Bush. Parlando di guerre inutili, chissà cosa dovranno scrivere i ragazzi accanto al nome del presidente americano? A dire il vero, dopo Kofi Annan, ci sarebbero anche i nomi di Margherita Hack e Luca Cordero di Montezemolo che probabilmente sono stati messi lì per sbaglio, visto che sembrano un po’ troppo di primo piano sulla scena planetaria rispetto al Papa, a Bush o al segretario dell’Onu. Ma la chicca è, ovviamente, in coda. Perché dopo tutta la disamina sulla situazione mondiale, la sezione chiude con un interrogativo per i ragazzi, che viene definito «Il premio cattiveria». «Tra tutti i personaggi della sezione Mondo di cui si parla oggi, a chi assegneresti e perché il premio cattiveria?» Beh, viste le reazioni di alcuni genitori e la semplicità della risposta (per come il fascicolo ha portato per mano i ragazzi fino a questo punto), la speranza de «La Repubblica» è che forse in questo caso gli alunni non siano aiutati da mamma e papà. Qualcuno potrebbe non far rispondere Bush.