Se il risveglio è peggio degli incubi

(...) dicendo subito che alla Sampdoria per mettere in discussione un tecnico occorre individuare responsabilità precise ed esclusive a suo carico. Mazzarri, persona perbene e allenatore preparato, non può essersi stordito di colpo. Tuttavia, deve essere il primo a prendere atto che il suo progetto estivo è, allo stato attuale, completamente fallito. La difesa a tre, specie in assenza di punti fermi come Campagnaro e Accardi, vacilla; il centrocampo non filtra e non spinge, soprattutto sulle fasce, mentre Volpi in cabina di regia, sembra afflitto dalla nostalgia per i richiami granata sfumati a luglio; l'attacco, in sette partite su dieci, è rimasto a secco di gol e questo vorrà pur dire qualche cosa, ben oltre i nomi che compongono il reparto.
Mazzarri deve al più presto prendere atto della gravità della situazione, senza ripararsi dietro al fatto che i blucerchiati hanno oggi un punto in più in classifica dello scorso anno. Al di là dei numeri, ci sono situazioni che vanno affrontate per non perdere altro terreno e trovarsi impelagati in una classifica cortissima, schiacciata verso il centro. I fattori di criticità sono plurimi, non basta individuarne uno e risolverlo. È un concorso di contraddizioni. Non è ancora il caso di drammatizzare, ma neppure di nascondersi. Questa non è la Sampdoria di Cassano, Montella e Caracciolo immaginata in estate, né possiede quelle doti d temperamento trasmesse dall'allenatore in altre situazioni di carriera e in grado di sopperire a eventuali carenze tecniche. È un ibrido, né carne né pesce, né spada né fioretto, manca di una qualunque per quanto gracile identità.
Credo che Mazzarri, per salvare la stagione, debba ricominciare daccapo. Anzitutto, dimenticando Cassano. Se e quando ci sarà, entrerà in gioco anche lui ma d'ora in poi andrebbe rimosso da ogni discorso e ragionamento. In secondo luogo, compiendo scelte definitive: il portiere titolare, gli esterni fissi, il modulo da adottare (magari, in questo frangente di emergenza, un solido 5-3-2). Terzo: chiedendo con vigore alla società di intervenire sul mercato a gennaio, per acquistare un laterale (ci sono contatti avviati con la Reggina per Modesto), un difensore, un centrocampista e per alleggerire l'organico in avanti. Quarto, ma forse andrebbe in cima alla lista delle priorità, il tecnico dovrebbe guardare in faccia i giocatori uno a uno per sapere quanto aderiscano ancora al suo progetto tecnico-tattico. Se si troveranno in sintonia su questo, allora potranno rimettersi tutti assieme a remare nella stessa direzione indossando l'abito della proviciale e dismettendo quelli di una squadra che riteneva di essere tornata grande attraverso i nomi e invece si è scoperta fragile e vulnerabile come un cristallo che non si sa dove collocare.