Se Rocca indagasse con Montalbano

Evelyn Baleani di Hospital Central: «Nelle puntate c’è posto per il Dapporto di Distretto»

da Milano

Immaginiamo che il baffuto maresciallo Giovanni Rocca e il calvo commissario Salvo Montalbano facciano una passeggiata insieme per discutere i dettagli di un’indagine difficile. Oppure che al pronto soccorso di Hospital Central arrivino gli agenti del Distretto di polizia per dare la caccia a un medico killer. Nel gergo degli appassionati di serie Tv questo meccanismo si chiama «crossover»: due fiction vengono messe nel frullatore ed ecco che spunta un episodio dove i protagonisti dell’una e dell’altra si ritrovano a lavorare gomito a gomito. In Italia non è ancora successo, ma qualcuno già si diverte a tessere ipotetiche trame: «Amo “Distretto” e sono sicura che tra tutti i morti che stiamo mettendo dentro le puntate di “Hospital central”, qualche bel cadavere per Massimo Dapporto e i suoi investigatori avanza di sicuro», scherza Evelyn Baleani, sceneggiatrice del medical drama con Sergio Muniz che a maggio debutterà su Raidue. E anche la mamma del maresciallo Rocca, Laura Toscano, racconta: «Con Andrea Camilleri avevamo vagheggiato un’indagine a quattro mani fra il mio carabiniere romano e il suo poliziotto siciliano… ». Se in Italia siamo ancora allo stato embrionale dei «crossover», in America sono un evento consolidato, in grado di attirare masse di telespettatori. Vengono costruiti per rilanciare serial un po’ in difficoltà, o più di frequente per far partire alla grande i nuovi titoli. Esistono crossover cosiddetti di «sola andata», quando cioè i protagonisti di una serie fanno capolino in un’altra. Ma anche di «andata e ritorno», quando ad esempio un caso d’omicidio viene risolto in un telefilm d’azione, ma il colpevole sarà condannato in un legal drama. E poi ci sono gli «spin-off», cioè i serial dove diventano protagonisti quei personaggi secondari che hanno saputo conquistarsi una vita autonoma. Gli appassionati dei detective della Scientifica ricordano i frullati di Csi: Miami e Csi: New York, gli ex adolescenti l’inciucio tra Beverly Hills 90210 e Melrose Place, altri ancora i rapporti tra Crossing Jordan e Las Vegas, Jag e Ncis. Fino all’ultimo crossover, un’«andata e ritorno» tra Csi e Senza traccia, andato in onda ieri sera sulla Cbs negli Stati Uniti. E che, stando a indiscrezioni, in Italia sarà tagliato per ragioni di concorrenza: le indagini al microscopio di Grissom e soci di Csi vanno in onda su Italia 1, mentre la caccia alle persone scomparse di Malone e i colleghi di Senza traccia sono trasmesse da Raidue. Anche Fox Crime non assicura che manderà in onda nello stesso momento le due stagioni che s’intrecciano. «Rinunciare come fan a un evento simile è un vero peccato», dice Carlo Mazzotta, sceneggiatore del longevo Don Matteo, di cui quest’inverno Raiuno trasmetterà la sesta serie. «E poi il concetto stesso di “crossover” è divertente, vedrei Don Matteo in una situazione surreale, ad esempio che si aggira furtivo nelle stanze di Agnese di Rivombrosa. Tanto lui, il don, se la cava sempre… ». Più realistica è Laura Toscano, autrice del romanzo da cui sono tratte le nuove due puntate della fiction con Gigi Proietti, a breve su Raiuno: «Montalbano e Rocca li vedrei interagire benissimo. Sono ironici e generosi, amano il territorio dove si muovono, si fidano dell’intuito. Certo, Rocca è pigro, non avrebbe voglia di andare nella Ferrara di Nebbie e delitti a vedere Luca Barbareschi in impermeabile. Ma un caffè su quella veranda in riva al mare di Vigata lo farebbe felice». Molto «americaneggiante» sembra infine il discorso di Massimo Martella, capo degli sceneggiatori di Ris - Delitti imperfetti: «La combinazione perfetta sarebbe con La squadra di Raitre, altra serie molto documentata. L’ambientazione dark dei Ris renderebbe impossibile uno scambio alla pari con Distretto, ma il capitano Venturi potrebbe funzionare con Montalbano. Farebbero a cornate, ma alla fine prevarrebbe la loro vocazione per il rispetto della giustizia». Insomma, se i produttori e i dirigenti di rete dessero il nulla osta, anche gli sceneggiatori italiani ci metterebbero un attimo ad augurare il buon viaggio ai loro personaggi.