Ma se la Roma è tutta qui il campionato è già finito

Stupisce la resa incondizionata: il Siena segna tre reti e colpisce anche due pali. E per i giallorossi soltanto un paio di tiri in porta

Siena - Più o meno verso la mezz'ora del secondo tempo, Totti si è lasciato vincere dai nervi e ha iniziato a prendere a pugni il pallone. Succede quando sei sotto di due gol e stai giocando male, solo che il pallone era stretto fra le braccia di Manninger che non voleva affatto mollarlo.

Allora Dondarini è arrivato prima che il pallone scoppiasse e ha estratto un giallo per il capitano della Roma e un giallo anche per il portiere del Siena.

Non è stato l'episodio che ha deciso la partita, la Roma era già semisepolta, è stato invece l'episodio che ha segnato il suo crollo psicologico in questo campionato, proprio nel momento in cui sembrava ormai agganciata al carro interista e i tifosi le chiedevano un altro miracolo.

In realtà la Roma si era affondata da sola a tre minuti dall'intervallo quando in sequenza Doni, Mexes e Tonetto si erano messi a giocare a palla avvelenata su discesa e centro dalla riga di fondo di De Ceglie.
Una marmellata storica con Tonetto che nel tentativo disperato di respingere, dava il colpo finale alla palla nello sconforto generale dei romanisti, presenti in massa nella loro area a difendere chissà cosa perché non c'erano avversari.

È stata proprio una partita da paura.

A quel punto Vergassola aveva già aperto le marcature, Jarolim colpito una traversa e Frick un palo alla sinistra di Doni con Maccarone in ritardo di pochi centimetri a porta sguarnita.
La Roma ha iniziato a giocare sotto ritmo dal primo minuto, ha continuato dopo aver subito il primo gol, e non si è scossa neppure dopo il palo e la traversa.

Il Siena assatanato di Beretta all'inizio temeva la fregatura, poi ha capito che le cose stavano realmente così e ha continuato a cercare il gol con due punte e il trequartista Kharja che aveva soprattutto il compito di impedire l'azione di avvio di De Rossi, ieri inguardabile.
Neppure un'ombra di dubbio sulla legittimità di questa sconfitta, anche se mezza squadra sembra non fosse in condizioni fisiche per affrontare questa trasferta, Totti ha toccato tre palloni, deliziosi, ma tre palloni.

La terza rete di Frick è stata una mazzata, a sette minuti dalla fine ha avuto la forza di battere in velocità Ferrari, poi entrato in area ha scaricato un destro violento in diagonale mentre anche Doni cadeva stremato. Sembrava una rete del Real Madrid.

I pochi spettatori di Siena si sono alzati dalle seggioline, hanno iniziato ad applaudire e gli sfottò in tribuna hanno messo un po' di tensione. Ma loro si aspettavano una partita zeppa di sofferenza e invece si sono ritrovati a festeggiare e saltare di gioia.

Il lato B della partita era la Roma.

Nel bel mezzo del suo campionato Spalletti stava cercando la squadra perfetta, invece ha trovato il lato oscuro. Tre gol, due pali e una mazzata violenta.

A Siena, dove finora si erano salvate tutte tranne l'Empoli, doveva prendere i tre punti per restare in scia, invece ora si rallegra perché la Juve ha guadagnato solo un punto.

Tre tiri in porta in novanta minuti restano pochi, Manninger ha dovuto compiere la prima parata seria a tempo quasi scaduto su un tiro di Giuly. Forse a Rolando Bianchi nessuno poteva assicurargli un posto da titolare, ma qualche partita in questa Roma l'avrebbe fatta.