Se in scena finiscono «pezzi» di guerra

In prima italiana lo spettacolo tra musica e teatro di Klaus Maria Brandauer. Tra i protagonisti, il violinista Daniel Hope

Domani il Teatro degli Arcimboldi (viale dell'Innovazione, 20- Milano) ospiterà la prima italiana di War and pieces, spettacolo di e con Klaus Maria Brandauer e con la partecipazione di Daniel Hope, uno dei più affermati e giovani violinisti di oggi.
War and pieces è un recital di grande complessità e profondità in cui verrà rappresentata la guerra tra il dramma e la dura ironia. Uno spettacolo in cui musica, teatro e poesia si fondono dibattendo sulla guerra e sulla pace attraverso testi letterari: da una poesia di Heine (I Granatieri) al monologo dall’Egmont di Goethe (con l’ouverture che Beethoven scrisse per il lavoro goethiano, realizzato non per l’abituale orchestra di più di 50 elementi, ma per un settetto), alla celebre Histoire du Soldat di Igor Stravinskij.
Klaus Maria Brandauer, uno dei più grandi attori europei della sua generazione, sarà accompagnato sul palco da un gruppo strumentale formato da eccellenti solisti e guidato dal noto violinista Daniel Hope, strumentista classico che vanta interessi e collaborazioni nel mondo del jazz e della musica indiana e orientale, un personaggio di straordinaria vivacità intellettuale. Il settetto sarà composto, oltre che da Hope, da Gilles Mercier (tromba), Patrick Messina (clarinetto), Hans-Kristian Kjos Sorensen (percussioni), Jean Raffard (trombone), Wilmar de Visser (contrabbasso) e da Philippe Hanon (fagotto).
Klaus Maria Brandauer - che dà vita a un recital di grande complessità e profondità che ruota attorno ai tre nodi della guerra, la poesia, la musica - nasce nel 1943 a Bad Aussee, in Austria. Frequenta giovanissimo la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst a Stoccarda e già nel 1963 ricopre il ruolo di Claudio nello shakespeariano Misura per misura allestito dal Landestheater di Tubinga. Inizia una carriera teatrale costellata di grandi successi che lo porta a calcare le scene dei maggiori teatri austriaci. Dal 1972 è membro a vita dell’Ensemble del Burgtheater di Vienna, dove - nel corso degli anni - ha ricoperto più di 100 volte il ruolo di Amleto.
La fama internazionale arriva con il ruolo di Hendrik Höfgen interpretato nel film di István Szabó tratto dal Mephisto di Klaus Mann. La sua interpretazione viene premiata con l’Oscar del 1982 e coincide con l’inizio di una intensa collaborazione con il cinema di Hollywood. Brandauer non ha mai abbandonato l’attività teatrale, ottenendo grandi successi anche nelle vesti di regista. Il 1999 è l’anno del suo grande ritorno sulla scena del Burgtheater nelle vesti di protagonista nel Cyrano de Bergérac di Rostand.
Nel dicembre del 2002 Klaus Maria Brandauer firma la regia Hamlet per il Burgtheater di Vienna, mentre dal settembre 2004, sempre per il Burgtheater ricopre il ruolo di Nathan il saggio nell’opera di Lessing. Nel 2006 Klaus Maria Brandauer con il suo allestimento dell’Opera da tre soldi commemora il cinquantesimo anniversario della morte di Bertold Brecht. Sono famosi i suoi melologhi in collaborazione con il pianista Lars Vogt, il violinista Daniel Hope e la violoncellista Maria Magdalena Wiesmaier.

War and pieces
di e con Klaus Maria Brandauer
Teatro degli Arcimboldi
Mercoledì 5 dicembre alle 21
Biglietto: da 12 a 30 euro