Se dentro lo «scrigno» di Kounellis trovi Preti

Una coppia d’eccezione, Mattia Preti e Jannis Kounellis, ha inaugurato ieri Gallerja, nuovo spazio espositivo in via della Lupa. E la mostra «Rosa tatuata» ha dato il via a un ciclo «giocato sull’accostamento tra antico e contemporaneo», spiega il direttore, Alessandro Boncompagni. L’idea è far dialogare i capolavori del passato con i linguaggi attuali, scoprendo inedite assonanze. Accade, così, che un protagonista dell’Arte Povera, noto per le sue installazioni - memorabile la personale del ’69 alla galleria l’Attico di Roma, in cui esponeva dei cavalli vivi - si imprima come un tatuaggio su Il sacrificio di Muzio Scevola, dipinto a metà del ’600 da Mattia Preti. Un intervento, quello di Kounellis, che invade l’intero spazio della galleria, proiettandosi all’esterno.
In vetrina l’artista pone una sedia, un cappotto e un uccellino chiuso in gabbia, dove alla sedentarietà della riflessione si aggiunge il peso delle sovrastrutture che, spesso, impediscono un approccio autentico alla realtà. L’immagine della gabbia si ripete, all’interno, nella grande struttura di corde e sfere d’acciaio appesa al soffitto. Un sipario calato sulla tela del pittore calabrese, che impedisce di avvicinarsi. Perciò, la si può guardare solo da una certa distanza, filtrata dagli elementi che compongono l’installazione. È come se Kounellis, con questa opera, volesse ribadire l’importanza di leggere il passato con un occhio contemporaneo. Perché l’antico non è morto e sepolto, ma fonte di stimoli per il presente. Solo così, le sfere di piombo, che all’inizio trasmettono un senso di angoscia, poi sembrano quasi levitare. Che vi sia una gravità della leggerezza è un pensiero di Italo Calvino, ma pare che Kounellis lo abbia fatto suo. Ecco, allora, che la storia, se interiorizzata con lucida consapevolezza, non è più ostacolo, ma spinta all’innovazione. E un dipinto storico per eccellenza, come «Il sacrificio di Muzio Scevola», può avere ancora qualcosa da comunicare.
«Jannis Kounellis e Mattia Preti. La rosa tatuata». Fino al 21 aprile, Gallerja, via della Lupa 24. Info: 0668801662