Se gli scrittori raccontano il terrore

Ernst Jünger (Heidelberg, 1895–Wilflingen, 1998) è stato uno dei massimi scrittori e filosofi del Novecento. Croce al merito nella prima guerra mondiale, poi nazista «eretico» (fiancheggiatore e sostenitore del Reich in una prima fase poi tra gli organizzatori del fallito attentato a Hitler), quindi silenzioso e attento «osservatore» del suo secolo, che percorse per intero (morì a 103 anni). Tra le sue opere più celebri, il saggio su L’Operaio, l’autobiografico Nelle tempeste d'acciaio, il dialogo filosofico con Martin Heidegger Oltre la linea, i romanzi Eumeswil ed Heliopolis, gli Scritti politici e di guerra. Tra i titoli jüngeriani usciti quest’anno, da segnalare il romanzo breve Tre strade per la scuola (Guanda) e il saggio Ernst Jünger. Terrore e libertà (Agenzia X) di Maurizio Guerri, che è anche il curatore della mostra «Estetica della violenza. Immagini di terrore quotidiano» aperta fino al 30 settembre nell’ex chiesa di San Carpoforo (via Formentini 12). Alla mostra, aperta tutti i giorni dalle 16 alle 23 (ingresso libero, per informazioni www.junger.it) è accompagnato il catalogo Il mondo mutato. Un sillabario di immagini del nostro tempo, a cura di Maurizio Guerri (Mimesis-Metis). Tra gli eventi collaterali alla mostra, da segnalare domani - martedì 18 settembre, alle ore 18 - la presentazione del catalogo e del volume di Maurizio Guerri, con Andrea Pinotti e Stefano Zecchi, e alle 21 l’incontro «Raccontare il terrore» con gli scrittori Igino Domanin, Giuseppe Genna, Daniele Giglioli e Antonio Scurati.