Se sei clandestino scegli la Liguria Le cure sono gratis

La Regione spenderà un milione e mezzo di euro: rimborsate anche le spese per il rimpatrio delle salme degli extracomunitari Nell’assegnazione delle case immigrati parificati agli italiani

da Genova

In vita e in morte. La Regione Liguria accompagnerà gli immigrati dal momento in cui mettono piede sul territorio regionale fino al momento della dipartita, quando pagherà le spese per il rimpatrio della salma: fanno 8mila euro fra bara e viaggio. Il tutto là dove le espulsioni non sono previste ed è totale il dissenso ai Cpt. E il tutto in quello che l’assessore Enrico Vesco dei Comunisti italiani estensore della nuova legge sull’immigrazione definisce «un percorso di sempre maggiori diritti». E infatti: diritto di voto, diritto di accesso alle case popolari, diritto alle prestazioni sanitarie anche per i clandestini e via così garantendo-ampliando-integrando.
Tre mesi di scontri in commissione e dodici ore di ostruzionismo in aula non son bastati alla Casa delle Libertà a battere una maggioranza di centrosinistra che, 26 a 14, qui vince sempre. «Non ci resta che ricorrere alla Corte Costituzionale, perché questa legge scavalca la Bossi-Fini, e avviare il referendum abrogativo» annunciava in serata il capogruppo di An Gianni Plinio. Intanto però la legge che Francesco Bruzzone il segretario regionale della Lega Nord definisce «razzista nei confronti dei liguri» è tale, nonostante gli imbarazzi del centro dell’Unione che ieri per non spaccare la coalizione non si è fatta vedere.
Un milione e 400mila euro, costerà alla Regione mantenere gli impegni assunti ieri, e saranno ancora pochi, segnala l’opposizione, vista la mole di novità introdotte nell’inedito panorama dell’accoglienza. La sanità, per dire. La Liguria è fra le regioni nel perenne mirino del governo per i conti in rosso, ma garantirà anche agli irregolari le cure ospedaliere, urgenti ma anche ordinarie. I conti su quanto costerà non li ha fatti, la giunta, «perché non sappiamo quante persone arriveranno». Così come non è possibile prevedere chi saranno e quanti gli immigrati che usufruiranno delle Case dei popoli, là dove il plurale non basta ad annacquare lo stampo comunista. Trattasi di luoghi «per lo scambio di esperienze sociali e culturali» fra stranieri, la Regione finanzierà al 50 per cento i Comuni che vogliano crearli costruendo nuovi immobili o ristrutturandone di vecchi. E poiché l’obiettivo è l’integrazione, non poteva mancare una Consulta regionale ad hoc, 31 componenti 12 dei quali stranieri, tutti regolarmente spesati. In quello che sarà solo il primo passo per promuovere la partecipazione alla vita pubblica, che dovrà sfociare nel diritto di voti, «si spera già alle prossime amministrative» segnala Vesco. La Liguria da ieri si dota anche di una nuova politica abitativa. Gli immigrati avranno gli stessi diritti dei liguri alle case popolari. E nei criteri per l’assegnazione bisognerà tener conto dei ricongiungimenti familiari. Il tutto, se la ride Matteo Marcenaro dell’Udc, mentre le Agenzie regionali territoriali per l’edilizia, acquisiscono il compito non meglio specificato di ricercare «la massima integrazione fra gli inquilini di nazionalità italiana e straniera». Non è tutto, c’è anche l’indicazione per i datori di lavoro del settore dell’edilizia di «ampliare e migliorare l’offerta abitativa a favore dei lavoratori delle proprie aziende». Regione e Province poi dovranno favorire l'inserimento lavorativo degli immigrati in forma di lavoro dipendente, autonomo o imprenditoriale, anche mediante la formazione degli operatori.
Dal lavoro alla formazione, sono previsti incentivi alle istituzioni scolastiche statali e agli enti locali per «l’educazione interculturale dei dirigenti», dei docenti e già che c’è anche del personale non docente.
La sicurezza? Eccola servita: viene istituito un garante contro la schiavitù, che dovrà tutelare e recuperare le persone assoggettate, appunto, a forme di schiavitù e violenza.