«Se sei un ospite adèguati»

Da 16 anni in Italia, tra le prime a seguire un corso di mediazione, Suping Huang ha lavorato in questura, in tribunale, nelle scuole. È pensierosa quando si parla dei conflitti nel quartiere di Paolo Sarpi, sorridente se pensa alle donne cinesi che a Milano hanno ottenuto più libertà che in Cina. «Un nostro detto recita "entra in un Paese e segui le sue abitudini": i mediatori devono mettere in relazione ospiti e residenti». L'identikit del buon professionista? «Oltre agli studi teorici ci vuole l'impegno sul campo. Anzi, è necessario aver provato sulla propria pelle l'esperienza migratoria per capirla sino in fondo». Anche suo marito è mediatore: «Potremmo scrivere un libro a riguardo», scherza. Ma noi le crediamo.