Se si muove DinosAuro tutti giù per terra

DinosAuro Bulbarelli vuole i ciclisti come le bistecche che divora: al sangue. Ferito nell'orgoglio per la maglia rosa conquistata dal collega Andrea Fusco nella tappa di Agrigento, l'extralarge del palco Rai replica prontamente, salendo verso Milazzo, e si riprende subito la maglia del primato. L'impresa è degna della sua taglia. A una settantina di chilometri dal traguardo, con il gruppo tranquillo ad inseguire anonimi fuggitivi, Bulba sferra l'attacco del ko: «Bisogna stare attenti: se piove, l'asfalto siciliano può riservare brutte sorprese...». È l'ecatombe. Come investiti da un suo ruttino, trenta-quaranta corridori volano sull'asfalto. Riccò ci lascia un dito e un gluteo, il giovane Capecchi una clavicola. I gatti neri della zona, sportivamente, s'inchinano all'impresa. Tra i corridori, ansia e sconcerto. Da questa mattina, rapida retromarcia tecnica sui telai. Basta carbonio, si torna al ferro.