«Se il sindaco vuole farò il garante per gli immigrati»

«Se il sindaco Alemanno mi chiedesse di fare il garante per i diritti degli immigrati lo farei con grande orgoglio ma ad una condizione: che ci sia un consenso molto superiore alla maggioranza, almeno dei due terzi». Con queste parole l’ex assessore capitolino ed ex consigliere comunale del Pd Amedeo Piva ha dato la sua disponibilità ad interpretare l’incarico di «garante alla nuova cittadinanza», una nuova figura istituzionale votata dal consiglio comunale che si faccia garante dei diritti degli immigrati, promuova e consolidi l’integrazione e coordini le iniziative di inclusione sociale.
A proporre l’istituzione a Roma di questa nuova figura è stato lo stesso Piva, insieme a 10 comunità di immigrati romani presso la sede del centro Astalli. «Mentre sta nascendo una figura pesante ed importante come il commissario per la sicurezza», Piva ha parlato dell’esigenza, nelle amministrazioni, di un «commissario per l’integrazione» e ha spiegato: «Ritengo un atto di responsabilità politica nei confronti delle molte comunità immigrate presenti a Roma ormai da più generazioni, dare il mio contributo all’elaborazione di nuovi interventi che tutelino i diritti e promuovano l’integrazione». Il garante, secondo Piva, dovrebbe avere una «struttura pesante, dirigenza e quadri del Comune», dovrebbe essere «superpartes e funzionare gratuitamente». Domenica scorsa una prima elaborazione del progetto è stata consegnata da Piva al sindaco Alemanno presso il centro Padre Arrupe.
Piva ha anche replicato alle accuse che gli sono state rivolte nei giorni scorsi dai colleghi di partito: «Sono state ferite profonde, perché attacchi alla persona più che su una linea politica.Spero che diminuiscano, anche se so che è un periodo di fibrillazione, ansia e rabbia per il partito».
Piva ha inoltre sottolineato, «avendo ricoperto ruoli politici e da uomo di partito, la massima fedeltà al Pd» ma anche la «disponibilità a mettere le mie competenze al servizio della collettività».