Se la sinistra scopre di essere razzista

Grande eco ha avuto la lettera di un lettore pubblicata nei giorni scorsi sulla prima pagina di Repubblica nella quale sosteneva che pur essendo uomo di sinistra, con buone letture e solide basi ideologiche, si rammaricava di scoprirsi ogni giorno di più intollerante davanti ai comportamenti di tanta parte degli immigrati. Ragionamenti perfetti, nulla da eccepire. È infatti valsa, a sinistra, l’abitudine di etichettare come razzisti o xenofobi quanti chiedono regole più precise e pene più certe per gli immigrati che delinquono. È quindi più che legittimo stupirsi se, essendo di sinistra, si è insofferenti verso l’overdose di immigrazione. Una sola riserva: sono fortemente convinto che ci sarà qualcuno (a sinistra) che non mancherà di sostenere che il garbato lettore di Repubblica pensa così perché, in ultima analisi, non è di sinistra ma, sotto sotto, ha qualche nostalgia dell’orbace. Scommettiamo?