Se lo Stato non paga, ci pensa la banca

Chiedete ai piccoli e medi imprenditori quali sono i principali ostacoli allo sviluppo della loro azienda e nove su dieci vi risponderanno: le tasse, l’eccessiva burocrazia e - chi di loro fa affari con gli enti locali - la lentezza dei pagamenti della Pubblica amministrazione. In media parliamo di 93 giorni, ma i tempi si stanno allungando ulteriormente. La massa di crediti che i privati faticano a incassare è un deficit statale sommerso, perché non compare nel debito pubblico. Ma pesa sui bilanci delle imprese. Una risposta al problema è arrivata dalla nascita di Banca Sistema, il primo istituto italiano concentrato su un’attività per la quale nel nostro Paese non manca certo la domanda: acquisirà presso le imprese e i privati crediti vantati nei confronti dello Stato e degli enti e si occuperà in proprio della riscossione. Gli imprenditori ne trarranno vantaggio migliorando la loro liquidità, mentre la banca realizzerà i suoi margini nell’intermediazione.
Gli azionisti di Banca Sistema sono le Fondazioni Banco di Sicilia, Cassa di Risparmio di Alessandria e Cassa di Risparmio di Pisa, ciascuno all’8,33%, uniti in un patto di sindacato sul 51% del capitale. Gli altri soci del patto sono i manager stessi della banca, mentre fuori dal patto compare come azionista al 46% lo «Rbs Special Opportunities Fund», il fondo di private equity di Royal Bank of Scotland. Il timone del nuovo istituto è stato affidato all’amministratore delegato Gianluca Garbi, ex numero uno di Mts ed ex capo del settore pubblico globale di Commerzbank, di cui resta senior advisor. «I crediti commerciali - spiega Garbi - si aggirano ogni anno attorno ai 60 miliardi, esclusi quelli di natura Iva, si tratta di un montante enorme che le aziende finanziano con linee di credito. Con il nostro servizio possono trovare un modo alternativo di finanziare lo Stato, migliorando subito la situazione finanziaria, il livello patrimoniale e dunque anche il rating bancario in modo da avere un maggior accesso al credito». Non solo. «I tempi di pagamento sono destinati ad allungarsi ancora - aggiunge l'amministratore delegato - anche perché il federalismo fiscale avrà come effetto, nel breve periodo, quello di cambiare le procedure con il necessario adeguamento che non sarà immediato».
A differenza degli investitori speculativi che puntano a incassare gli interessi di mora e ricorrono ai decreti ingiuntivi alle Regioni, la banca punta a trovare una mediazione con le amministrazioni. Ovviamente, il prezzo di acquisto pro-soluto dei crediti dipenderà dal tipo di credito e dalla Regione creditrice. Per esempio, per i crediti sanitari con una prospettiva di incasso entro i 12 mesi si può andare dal 90% al 99% del valore nominale del credito, mentre per i crediti Iva a 2-3 anni il prezzo può essere dell'85%-90 per cento.
L’obiettivo di Banca Sistema è arrivare, nel breve, a 500 milioni di patrimonio degli enti affidato ai servizi di consulenza ed esecuzione ordini. Per finanziarsi, alle stesse Fondazioni e ad altri enti esterni al capitale sarà offerto un bond da 50 milioni a tre anni, garantito da crediti verso il settore pubblico in portafoglio allo stesso istituto e che renderà il 4%-4,5% l’anno.