Se il teatro diventa azienda

Cos'è un teatro, oggi? Ma soprattutto come funziona? O ancor meglio: come dovrebbe funzionare? Alessandro Acquarone, docente di Tecnica ed organizzazione dello spettacolo a Udine, tenta di fornire alcune fondamentali linee guida nel suo libro «Pratica ed etica del management teatrale», Franco Angeli editore, mirato ad una ridefinizione di tutto il sistema organizzativo ed economico della macchina teatro. Alla base di tutto è il dubbio che la cultura teatrale sappia confrontarsi realmente con l'economia e con il mondo che cambia, che riesca ad essere competitiva rispetto alle altre offerte di tipo culturale, che riesca ad alimentare un circolo virtuoso coinvolgendo fruitori, territorio ed esecutori. Domanda retorica, che sottolinea l'urgenza di un cambiamento della realtà teatrale, una modernizzazione che conservi certo la dimensione artigianale, ma che trasformi il teatro in una «azienda» particolare che produce spettacolo e cultura, che risponde ad una precisa domanda del pubblico e che sia economicamente competitiva, fermo restando naturalmente il suo ruolo pregnante di erogatore sociale.
Ecco allora che l'azienda teatrale entra a tutti gli effetti in una logica di mercato, con tanto di sudditanza alla regola ferrea delle 4p del marketing mix, fatto di prodotto (che è lo spettacolo dal vivo vero e proprio), di prezzo (il costo del biglietto gioca un ruolo chiave), «place», che potremmo tradurre con «piazza» (ossia l'edificio fisico in cui si svolge lo spettacolo) e promozione (come viene presentato). E che ormai fa sua quella responsabilità sociale d'impresa che definisce un'azienda culturale come plasmatrice della società e che come tale può contribuire alla formazione di una nuova visione anche economica.
Ma per far questo, e qui si arriva all'altro punto nodale del libro, c'è bisogno di un team di lavoro dinamico ed efficiente, ma soprattutto di un manager, figura professionale che in Italia ufficialmente ancora non esiste, con una vasta cultura generale che coniughi l'aspetto artistico alle competenze economico-gestionali, che sappia elaborare strategie in conformità alla «mission» (intento) vera e propria dell'azienda. Ma che soprattutto valorizzi la comunicazione, organizzando una fittissima rete di relazioni con il pubblico e legandosi virtuosamente al territorio. Una provocazione, quella di Acquarone, che aspetta risposte, nei fatti.