Se telefonando Walter calma la Loren

Il politico più amato dai cineasti (fa fede la raccolta di quaranta e più interviste compilata per il Corriere della Sera da Barbara Palombelli) comincia ad accusare qualche défaillance. Robetta, giacché il corpus romano del cinema di sinistra, da Virzì a Bellocchio, dall’Archibugi a Moretti, continua a stringersi compattamente attorno al «nostro sindaco». E però la sfuriata di Sofia Loren, ricostruita da La Stampa attraverso le parole della sorella Maria Scicolone, avrebbe colpito nel segno, almeno sul piano mediatico. Offesa per essere stata invitata all’ultimo minuto all’inaugurazione della Festa, tanto da ribadire il punto con la propria assenza, l’attrice sarebbe già ripartita per Ginevra. Magari Veltroni, accusato di chiamare solo star americane, troverà il modo di chiudere il piccolo incidente diplomatico con una telefonata; e chissà che non convinca donna Sofia a fare una capatina all’Auditorium. A onor del vero, pare esagerato parlare di sgarbo. Proprio mentre la perlacea Nicole Kidman planava sul red carpet, venerdì sera, la leonina Loren faceva un’ospitata da Antonella Clerici in tv. D’altro canto, lo sapete, Veltroni ama piacere a tutti. Il «mayor» cerca sempre il consenso generale, anche per naturale tendenza di carattere (dicono), non sentirsi amato da grandi e piccini gli provoca un sottile dispiacere. E la settimana appena conclusa gliene ha riservati alcuni sul terreno che gli è più caro, almeno da quando ha pubblicato il suo gettonatissimo romanzo La scoperta dell’alba. A parte la soffusa stroncatura del Riformista, che avrebbe prodotto una telefonata al vicedirettore Paolo Soldini, ex portavoce del Campidoglio, particolarmente feroce è apparsa una battuta di Aldo Grasso. Si parlava della presenza di Fruttero alla trasmissione di Fazio, dove compariva anche Veltroni col suo libro. Ma il critico chiosa: «C’era un altro scrittore in studio. Tanto per non creare equivoci, l’altro scrittore si chiama Maurizio Milani».