«Se ti presenti male sei già fuori al 50%»

Paolo Citterio: «Bisogna adattarsi all’ambiente: meglio informarsi prima sullo stile dell’azienda»

«Se sbagli a presentarti, sei già fuori al 50%». Paolo Citterio è stato direttore del personale in Techint per 21 anni, oggi è presidente di Gidp/Hrda (Gruppo intersettoriale direttori del personale/Human resources directors association), l’associazione dei responsabili delle risorse umane delle imprese italiane da lui stesso fondata. È da sempre a caccia dei candidati migliori.
L’abbigliamento conta davvero?
«Obiettivamente è importante. Il candidato che si presenta presso una società (o un’agenzia per il lavoro) dove vuol essere assunto deve informarsi prima sullo stile dell’azienda: deve capire qual è l’atteggiamento formale da adottare, e regolarsi di conseguenza».
Chi sbaglia è tagliato fuori?
«Il responsabile del personale sa valutare anche quando una persona è in imbarazzo, ma i selezionatori, che sono il primo scoglio da superare, cercano qualcuno che corrisponda alla cultura e allo stile cui sono abituati».
Qual è il segreto?
«Adattarsi all’ambiente. Se fai un colloquio in un’azienda giovane e informale, dove tutti si danno del “tu”, non puoi presentarti in completo: dovrai portare il maglione carino, la polo senza giacca. Ma se vuoi essere assunto in una società tradizionale, con clientela d’élite, giacca e cravatta sono obbligatorie».
Che altro conta nell’aspetto?
«Il sorriso: ispira molto il selezionatore, perché comunica serenità. Uno bravo, ma corrucciato, viene preso con le pinze».
Che cosa la colpisce in un candidato?
«Se si tratta di un dirigente, che il modello da lui incarnato sia simile a quello del presidente della società. E guardo l’orologio: se è prezioso, significa che apprezza le cose belle, ed è un buon segno».
E di fronte a un neolaureato?
«Sono un po’ più indulgente, soprattutto con gli ingegneri, abituati a un ambiente più tecnico. Una volta una mia amica ha fatto un grosso errore: non ha assunto un giovane ingegnere perché si era presentato in jeans e maglione verde. Ora lavora a Londra e guadagna 150mila euro l’anno».