Se il tifoso si traveste da giornalista

Meno male che il nuovo codice di comportamento imponeva, o meglio suggeriva, un uso meno sbracato del tifo via microfono. Invece tutto è rimasto come prima. Ovvero con i soliti tifosi travestiti da giornalisti che sbraitano a pieni polmoni, senza rendersi conto di essere diventati delle oscene macchiette. Vedere per credere le pseudotrasmissioni di calcio che impazzano sulle tv minori (una per tutte, parlando del Nord, Qui studio a voi stadio) dove si battibecca per ore di Milan, Inter e Juve, dimenticando le altre diciassette squadre. A meno che sia presente Franco Melli, sfegatato portabandiera, in netta minoranza anche a ugola spianata, delle romane. Qualcuno simula meglio degli altri di non essere schierato; qualcuno è più dotato di umorismo (Elio Corno, Tiziano Crudeli di 7Gold); qualcuno, più raramente, conosce la materia (Beccalossi); qualcuno, perfino, non incespica nei condizionali.
A volte in questo dotto consesso di mestatori appare Luciano Moggi, ossequiato e riverito dai compagni di tavolata (anche dodici) che si merita. Peccato che la cena a base di malevole chiacchiere e di assurde invenzioni di mercato non sia mai l’ultima. La cosa incredibile è che trasmissioni tanto trash abbiano un loro pubblico, disposto a sorbirsi cascate di spot di infimo livello e balle a ripetizione pur di intravvedere il proprio nome in fondo a una mail. Letta con distacco da ragazzone di taglia forte (con gambe tragicamente paracarro) che in apparenza s’intendono di calcio quanto Prodi di economia. Non solo, può esserci anche il turno decisivo della fase a gruppi di Champions league, ma i ben pagati alfieri biancorossonerazzurri non smettono di fanfalucare di Ronaldo, Adriano e Del Piero, ideando, con straordinaria abilità, bisogna ammetterlo, polemiche a getto continuo. Evitando, fin quando è possibile, di dare i risultati delle partite senza le italiane.
Tra i più puntigliosi seminatori di zizzania, i moviolisti di ogni ordine e grado, che mostrano anche venti volte di seguito il vuoto, cercando di far vedere, come patetici illusionisti d’avanspettacolo, quello che non c’è. Ma che loro arderebbero ci fosse. Per finire in bellezza vanno segnalati gli abominevoli spezzoni di telecronaca ultrà che Controcampo-Ultimo minuto manda in onda come fossero curiose testimonianze di vita. Una delle quali, urlata il 30 settembre, va comunque tramandato ai posteri: «Espulsione da parte di Giuly». Finalmente un giocatore che si butta fuori da solo. Come dovrebbero fare tanti giornalisti.