Se Tonino dice ai suoi: «Venite su Second Life»

(...) la propria utenza (in questo caso Giuseppe D’Amico, addetto stampa di Italia dei valori) in una comunità virtuale. Second Life, appunto. Ma che Rasmuson, neppure nel nome, abbia il fascino di Bond dev’essere anche per via del fatto che, da avatar o in carne e ossa, fa parte integrante del mondo politico guidato dall’ex magistrato, oggi leader di Idv. Mondo soprattutto virtuale, adattissimo per Second Life che del virtuale, del finto, del «contenuto creato come vogliono gli utenti stessi» ha fatto un business.
Tonino, a suo tempo, ha fiutato i vantaggi dell’affare - solo politico, s’intende! - e s’è comprato, primo politico assoluto in Italia, un’isoletta, Never Land, nell’arcipelago della Seconda Vita. Con l’obiettivo, tanto per essere coerenti col virtuale, di farci cose dell’altro mondo. Come nel reale. Ha cominciato subito, Di Pietro, all’indomani dell’acquisto del terreno, rogito 28 febbraio 2007.
Per prima cosa ha piantato la bandiera del partito, poi s’è dato da fare per allestire nuove costruzioni e spazi per riunioni assembleari, tra cui un’agorà, in modo da ospitare riunioni, comizi e invettive antiberlusconiane, per il momento senza Santoro e Travaglio che non hanno ancora creato i rispettivi avatar (loro, meglio continuare a sparare su Annozero).
A luglio dello stesso anno risale la prima conferenza stampa ufficiale del partito uno e dipietrino su Second Life, alla presenza di un esercito di giornalisti (virtuali) che hanno rivolto domande virtuali e ricevuto risposte altrettanto virtuali. Come nel reale, del resto. Successo strepitoso. Virtuale. Tanto che Di Pietro si è entusiasmato - si sa come lui sia sempre stato in confidenza col computer, fin dai tempi di Manipulite - e ha dettato il verbo: «Tutti i dipietrini dei valori su Second Life, al più presto. Su quest’isola, c’azzecchiamo proprio». Come dire: fatevi il vostro avatar.
Tra i più solleciti a raccogliere il diktat, gli esponenti del partito in Liguria, compreso l’ottimo D’Amico che, in calce ai comunicati stampa (reali, non virtuali), segna diligentemente i vari recapiti cui fare riferimento: presso la Regione Liguria, 3° piano, Torre A, telefono, fax, eccetera. E inoltre: e.mail (doppia, come giuseppe e come beppe, per gli intimi). Infine Skype (per spendere meno telefonando via web) e Second Life, in quanto «Beppe Rasmuson». Già.
Diciamo la verità: sull’isola dei valori (virtuali), D’Amico-Rasmuson fa anche la sua figura. Anche più degli avatar delle colleghe Carmen Patrizia Muratore e Marilyn Fusco. Loro due, per me, sempre meglio reali che virtuali.