«Se tornasse Moggi nessuna meraviglia»

nostro inviato a Torino

Marco Tardelli, lei fa parte del cda della Juve, cosa pensa delle dimissioni di Deschamps? Finale a sorpresa?
«Mi è dispiaciuto, mi è sembrata una decisione improvvisa, forse c’era qualche problema».
Per esempio?
«Non lo so. Io non faccio parte dell’area tecnica, per questo ci sono Secco e Bettega».
Che cosa sta succedendo alla Juve? Beghe, promesse date e non mantenute. Quella bianconera sembra quasi una società normale?
«La Juve non sarà mai normale, nel bene e nel male. Rispetto al passato diciamo che non è cambiato abbastanza, ma è cambiato abbastanza».
Traduzione?
«Faccia lei».
Allora: qualche figura del recente passato e troppi dirigenti esordienti?
«Ripeto, faccia lei». Ma sabato notte, ai microfoni di «Sabato Sport» su Radio Rai dove Tardelli è opinionista, aveva azzardato: «Non mi sorprenderei se alla Juve tornasse Moggi. Ormai non mi meraviglio più di niente».
Nell’attesa: è già pronto l’identikit del nuovo allenatore?
«Se il rapporto con Deschamps è finito in questo modo, significa che la società ha già un progetto in testa. Lippi? Non ne so niente».
Quanto possono aver influito le schermaglie dialettiche tra Deschamps e la dirigenza sul mercato della prossima stagione? Il tecnico ha sempre rimarcato le difficoltà che la Juve avrebbe incontrato in serie A...
«E aveva ragione. L’anno prossimo non saremo ancora pronti per competere con le grandi squadre. Detto questo, Deschamps avrebbe fatto meglio a non pronunciare certe frasi».
Ha peccato di inesperienza?
«Direi di sì. Ma con lui anche la società. Diciamo che abbiamo peccato tutti».
Lei che rapporto aveva con Deschamps?
«L’ho criticato in qualche consiglio di amministrazione a causa della sua testardaggine. Ma ero convinto che avrebbe dovuto allenare la Juventus anche l’anno prossimo. Per quello che ne so io, aveva la fiducia di tutti i giocatori. Ma sono altrettanto certo che sarebbe stato sbagliato prolungargli il contratto oltre il 2008».
Perché?
«Perché la serie A è un’altra cosa e lui avrebbe dovuto prima dimostrare di saper guidare una società come la Juventus. Io penso che, allenatori o giocatori non fa differenza, i contratti vadano rinnovati solo alla loro scadenza».
Gira voce che lei abbia dato le dimissioni da consigliere della Juve: è vero?
«Falso. Giovedì mi sono incontrato con i vertici, abbiamo discusso di questioni che mi riguardano, staremo a vedere».
Ha chiesto di entrare nell’area tecnica?
«Se ci saranno delle novità ve le farò sapere».