«Se va male uno sbarco, altri due sono gratis»

A Lampedusa cresce l’allarme: il centro di prima accoglienza è già sovraffollato

Gaetano Ravanà

da Lampedusa

Erano stati già catturati ed espulsi secondo la legge Bossi-Fini, ma loro ci hanno riprovato, ignari però che le forze dell'ordine li avevano già registrati con apposite apparecchiature. Anche le impronte digitali corrispondono. Pertanto rischiano di essere arrestati o «silurati» dalla penisola per la seconda volta. Guardia di finanza e carabinieri stanno vagliando la posizioni di tutti gli extracomunitari clandestini che sono arrivati, in due distinti sbarchi, a Lampedusa nella giornata di ieri. Il primo barcone era arrivato al porto lampedusano soltanto alle prime luci dell'alba. Le motovedette dei finanzieri li avevano localizzati a una cinquantina di miglia dalla costa e li avevano trainati fino al porto della più grande delle Pelagie. In tutto erano 149 tra cui anche una donna.
Il secondo arrivo intorno a mezzogiorno e in questo caso su un natante di circa quindici metri in legno, si trovavano 188 clandestini tra cui 2 donne e sei bambini, tre dei quali neonati. I piccoli sono stati accompagnati direttamente al poliambulatorio dell'isola per essere sottoposti a specifici controlli. Comunque, malgrado la traversata non sia stata del tutto serena, tutti godono di buona salute. Soltanto qualcuno accusava dei problemi perché disidratato. In totale quindi sono arrivati 337 persone che sommate alle 27 della giornata di venerdì hanno portato a quota 644 gli ospiti all'interno del centro di prima accoglienza. Una struttura che al massimo può ospitare fino a 190 persone. Molto probabilmente, già questa mattina, dalla Prefettura di Agrigento partirà la richiesta al Viminale per riprendere il ponte aereo con Crotone per alleggerire il centro.
Infatti, da più settimane, nella piccola struttura erano ospitate 280 persone. Adesso la situazione rischia di degenerare anche per quanto riguarda l'ordine pubblico. Proprio per questo motivo c'è la massima allerta tra le forze dell'ordine. Ricordiamo che proprio qualche giorno fa, all'interno del centro di accoglienza, vi furono anche degli scontri tra immigrati di etnie diverse. Le buone condizioni meteomarine fanno prospettare, almeno nei prossimi giorni, un vero e proprio esodo. E saranno sicuramente in tanti che ritenteranno la carta di poter rimanere in Italia in barba alla legge. Infatti, secondo fonti libiche, ogni clandestini che si imbarca per raggiungere l'Italia paga ai mercatisti di carne umana, circa tremila dollari. L'accordo prevede che se il clandestino viene espulso dall'Italia, ha diritto di ritentare, gratuitamente e per altre due volte, la traversata gratis. Un accordo tacito tra le parti. I finanzieri, ieri mattina quando hanno condotto i clandestini all'interno del centro di accoglienza, hanno sospettato subito di qualcuno. Insomma, qualche volto di quei poveri disperati sembrava già conosciuto. A quel punto, è bastato cercare nell'archivio per individuarne già tre. Erano arrivati sempre a Lampedusa nei mesi scorsi e siccome non avevano alcun diritto di asilo politico, i magistrati ne avevano deciso l'espulsione immediata dal territorio italiano. Addirittura, uno di questi clandestini, era stato riaccompagnato in Libia con un aereo della Marina Militare nello scorso mese di agosto assieme con altri compagni di sventura. Insomma, al di là dei nuovi arrivi, nei prossimi mesi assisteremo anche all'arrivo di clandestini già rimandati indietro.
L'emergenza sbarchi continua e senza soste e a questo punto non è da escludere che il Governo italiano possa nuovamente sedersi attorno ad un tavolo con il leader libico, Gheddafi per cercare di trovare nuove misure, almeno per arginare il fenomeno. È stato appurato che tutte le imbarcazioni sbarchi che hanno raggiunto Lampedusa negli ultimi mesi, sono partiti dalle coste libiche.

Annunci

Altri articoli