Se il vecchio Chiamparino è più giovane dei giovani Pd

(...) e nata nella corrente riformista, non si differenzia come idee da Graziano Mazzarello o da Pietro Gambolato, cosa cambia?
Insomma, capisco benissimo perché mi ha risposto Raggi, e solo Raggi. Perché il tesoriere del Pd, oltre ad essere una bravissima persona, è anche l’unico che ha il coraggio di posizioni impopolari anche fra i suoi e, spesso, più liberali e liberiste di tanti del Pdl. Dalle idee sulle celebrazioni delle foibe, condivise con un galantuomo come Silvio Ferrari, a quelle su Fincantieri, da quelle sulla cedolare secca alle privatizzazioni in Comune a Santa Margherita Ligure, dove è assessore tecnico al Bilancio, Raggi ha dimostrato con i fatti e non con le parole di essere un vero Democratico. Ma, caro Giovanni, diciamo chiaramente che tu sei «il buon selvaggio», la mosca bianca in mezzo a tante mosche che sono rimaste rosse anche quando si sono immerse nel bianco degli ex scudocrociati. Al massimo rosa. Ma sempre rossi dentro.
Mi riferisco, ad esempio, al post di Facebook con cui la presidente della Fiera Sara Armella ha annunciato che avrebbe brindato per la caduta del governo Berlusconi. Lei oggi spiega le sue ragioni e, come sempre, spesso unici nel panorama dell’informazione genovese, pubblichiamo integralmente il suo intervento. Passato il Nautico (in cui era impegnata ventiquattro ore al giorno con gli ospiti illustri, con i quali era regolarmente fotografata, a intervenire sugli schermi locali che replicavano le sue parole all’infinito, e nei vari festeggiamenti di «Genova in blu», che hanno meritato ore di diretta, persino per una festa al mercato della frutta, e pagine di giornali), Sara ha certamente più tempo a disposizione. E, quindi, le consiglio di leggersi la pagina Facebook di Matteo Renzi, uomo di sinistra, ma di un’altra sinistra, sullo stesso tema. Niente bicchieri e niente bottiglie, ma solo poche parole: «Il governo Berlusconi ha fallito e va a casa come succede in tutti i Paesi democratici. Adesso si tratta di scrivere una pagina davvero nuova, che aiuti l’Italia a tornare a correre. Una cosa è certa: da oggi non ci sono più alibi. Per nessuno».
Posso dire che queste sono le cose che vorrei leggere da un uomo e da una donna delle istituzioni (delle istituzioni, non di partito) su Facebook? E non parole che sembrano prese di peso da un altro secolo. Posso dire che il fatto che la vicenda del brindisi alla caduta del Cav venga dall’avvocato Armella mi fa ancora più male? Perché, vedete, Sara è davvero una delle migliori risorse del Pd ligure. Alla guida della Spim, la partecipata del Comune che si occupa del patrimonio immobiliare, ha fatto pulizia di titoli spazzatura comprati incautamente, non da lei, ed ha invertito la rotta, dando un segnale di pulizia e di buona amministrazione, inedita in tante partecipate dell’era Pericu. E, anche alla Fiera, anche se è presto per giudicare il suo lavoro e occorrerà attendere il primo bilancio, sembra aver tagliato il cordone ombelicale con alcune scelte e uomini precedenti che non hanno fatto entrare la Fiera nel manuale della perfetta amministrazione di un ente pubblico. Insomma, tecnicamente è una brava.
Però, proprio perché è una brava e proprio perché rappresenta la Fiera - che non è roba sua - dovrebbe solo scusarsi di uscite come quelle su Facebook dell’altro giorno. E sa perché posso permettermi contemporaneamente di dire che è brava, ma che ha sbagliato moltissimo con quel post antiberlusconiano? Perché sono un liberale, perché scrivo in un giornale liberale, perché non siamo in una caserma e perché penso che Berlusconi abbia fatto degli errori, ma certo non brindo nel momento in cui la sovranità popolare viene tolta agli eletti dal popolo per darla ai non eletti. È tanto difficile da capire? È tanto difficile fare come Renzi e pensare al domani anziché a ieri e all’altroieri? È tanto difficile, cara Sara, a quarant’anni, non ragionare come alcuni ottantenni, anche se sono i nostri padri?
Il problema - e lo dico anche al mio caro amico Giovanni Raggi - non è la carta di identità. Se Basso non dice cose che dice Renzi, il problema è nella mentalità. Se l’intellettuale di riferimento sul palco della Leopolda era Alessandro Baricco e quello di «Genova in blu» è Margherita Rubino, è perché ci sono sensibilità diverse.
E la migliore lezione ai giovani-vecchi del Pd ligure arriva da un signore già in età da pensione, l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, uomo saldamente del Pd. Che, ad esempio, sugli scontri no-global a Roma ha dichiarato a il sussidiario.net, uno dei giornali telematici più ricchi di idee e ben fatti che «se fossi stato nei panni di Bersani a Vasto, avrei detto: cari Vendola e Di Pietro, la foto con voi due la faccio solo se dite pubblicamente che siete d’accordo con la Tav». E ancora: «I cosiddetti black bloc non sono un corpo estraneo a chi frequenta i centri sociali delle nostre città (...). Non si possono chiudere gli occhi».
Ecco, parole così dai giovani (e dai vecchi) del Pd ligure non le ho mai sentite. A Firenze sì.