Se per Vendola rom e drogati sono comparse

B ossi non usa giri di parole. Su Milano - dice il leader della Lega - ci giochiamo le palle. E lui, come noto, agli attributi ci tiene. Il messaggio agli elettori del Carroccio è chiaro: basta fare gli schizzinosi sulla sciura Moratti, non è il momento di portare nelle urne i mal di pancia su Berlusconi. Domenica prossima si vada a votare senza se e senza ma, perché una vittoria di Pisapia potrebbe avere effetti devastanti anche per gli obiettivi della Lega, e non solo a Milano. Parole chiare, che gelano i soliti esperti politologi che già avevano prefigurato un salto della quaglia del Carroccio. L’asse tiene, al di là delle polemiche sui ministeri da trasferire al Nord, problema del quale non si intuisce l’urgenza e a naso neppure la necessità. Sono i misteri della politica che ogni giorno riserva delle sorprese. Per esempio sorprende come una parte della curia milanese e del mondo cattolico meneghino si stia dando da fare per aiutare Pisapia. Matrimoni gay, droga libera, ateismo formale e sostanziale (cose previste nel programma della sinistra) sono così attraenti per il cardinale Tettamanzi? Evidentemente sì, perché non soltanto il principe della Chiesa ambrosiana non ha dato indicazioni chiare al suo gregge, ma le sue mezze frasi e la sua nota ambiguità sono certamente un aiuto ai mangiapreti alla Pisapia. Non contento di aver quasi distrutto la diocesi, oggi Tettamanzi e compagni cercano di distruggere anche la città, tanto lui, il cardinale, tra pochi mesi andrà (finalmente) in pensione e i cocci saranno tutti nostri.
Su questo tema, per esempio, mi aspetterei una parola chiara del cardinale laico della città, il governatore Formigoni, che invece ieri l’altro ha dichiarato che in fondo lui lavorerebbe bene anche con Pisapia. In che senso, governatore? Sugli affari dell’Expo o sulle nuove politiche a sostegno della famiglia tradizionale? Sui consigli di amministrazione delle società pubbliche o su norme a sostegno della sussidiarietà? Io penso che a questo punto i cattolici milanesi abbiano diritto di sentire dai loro punti di riferimento, laici e religiosi, parole chiare e definitive su come orientarsi in questo casino. O ancora una volta, come già è successo su presepi, crocifissi, radici cristiane dell’Europa, i cattolici per sentirsi difesi e rappresentati devono aggrapparsi al Bossi e al suo Dio Po?