SE IL VERTONE DIVENTA ROSSO

Qui si parla di un Vertone che diventa molto rosso. Ma, a differenza di quello che potrebbe sembrare, non è un articolo di colore.
In realtà, è addirittura la seconda volta che ci occupiamo del caso Vertone in pochi mesi. Ma, evidentemente, vale la pena di ripetersi, perché quello che succede al Secolo XIX secondo noi è molto curioso. Che succede al Secolo XIX? Capita che Saverio Vertone è diventato autorevole editorialista del quotidiano ligure. Talmente autorevole da vedersi affidare ieri addirittura l’articolo di fondo due giorni dopo le elezioni, quello in cui solitamente si esprime la linea del giornale. Un editoriale ponderoso e pensoso intitolato «Il Cavaliere rampante» in prima pagina e «Le staffe del Cavaliere» nel seguito di pagina 22, in cui Vertone dice la sua sulle elezioni chiudendo con parole assai significative: «Molti dei nostri guai dipendono da questa sproporzione tra le qualità imprenditoriali, spesso eccellenti, degli imprenditori del Nord e la loro singolare, pervicace e cieca ignoranza politica. Per tre volte la Lombardia, indignata per il cattivo funzionamento dello Stato, si è svegliata dal suo letargo politico. La prima ha tirato fuori il fascismo, la seconda ha inventato la Lega e la terza ha creato Berlusconi. Questa volta può e deve saper fare di meglio».
Ora, ovviamente, Vertone può scrivere quel che vuole. Può anche fare il riassunto dei libri di Maltese e Travaglio, far sue le loro tesi, gridare al regime e urlare al Caimano. Così come Il Secolo, ovviamente, può pubblicare come editoriali tutti gli articoli che vuole. Anzi, invitiamo i nostri lettori a far leggere anche a coloro che se lo fossero persi il pensiero di Vertone e il fondo del principale quotidiano ligure. Può servire per farsi un’idea.
Quello che ci pare curioso è che nessuno spieghi ai lettori del Secolo chi è Vertone. Quando scrive Gianni Baget Bozzo si precisa che è l’ideologo di Forza Italia. Quando scrive Carlo Rognoni, si dice che è «giornalista, consigliere d’amministrazione della Rai» (indicato dai Ds, aggiungiamo noi). Quando scrive Bruno Vespa si aggiunge correttissimamente «giornalista e scrittore, dirige e conduce Porta a Porta su Raiuno».
Per Vertone, invece, niente. Al massimo, qualche volta, non ieri, si aggiunge la postilla: «Deputato del gruppo misto». E allora ci tocca ripetere che Vertone nella scorsa legislatura era senatore azzurro poi passato al centrosinistra ed oggi è - lo è tuttora, lo è fino al 28 aprile - deputato del gruppo misto, iscritto alla componente dei Comunisti Italiani. Quelli di Armando Cossutta, di Oliviero Diliberto e di Marco Rizzo.
Non è reato. Basta dirlo ai lettori. Basta saperlo. Poi ognuno ne trae le conclusioni che vuole.