Se in vetta c'è un vecchio Simenon

Ci sono autori che sono una garanzia. Vendono sempre, vendono tanto, anche se non arrivano in classifica. E sono lo zoccolo duro del mercato. Georges Simenon (1903-1989) è uno di questi. In questa fase di vendite fiacche, però, si permette il lusso di dominare la classifica. Con la ripubblicazione de La casa dei Krull (Adelphi) raggiunge infatti le 6mila e 800 copie. E tanto basta per superare Alessandro D'Avenia che, con L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (Mondadori), scende al secondo posto e accumula un bel distacco, fermando l'asticella poco sopra le 4mila e 100 copie. Però D'Avenia è al vertice della classifica da un bel po' (né Saviano, né tanto meno Fabio Volo sono riusciti a tenere il suo passo sulla lunga distanza) ed è logico che ormai le vendite per lui calino.

Ma tutto il mercato in questa fase appare stanco. Al terzo posto c'è Intrigo italiano di Carlo Lucarelli (Einaudi) che raggiunge appena 3mila e 600 copie. Al centro della trama il commissario De Luca, uno dei personaggi più amati di Lucarelli: il fatto che questa spy story all'italiana faccia numeri così bassi la dice lunga sul momento in generale. Ed è anche questa «bassa marea» che consente a un saggio come quello di Andrea Marcolongo, La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza) di arrivare sesto in classifica generale con «appena» 2mila e 700 copie. Va dunque segnalata la tenuta del fenomeno «recupero» delle lingue antiche. La Marcolongo è anche prima in Saggistica, dove secondo è Nicola Gardini con Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile (Garzanti). Va segnalato che questa volta J.K. Rowling con Animali fantastici e dove trovarli. Screenplay originale (Salani) è un po' meno magica del solito. È quinta nella Top ten con 3mila e 300 copie: questo spin off della saga potteriana, nonostante la spinta del film, non è riuscito a eguagliare i fasti del maghetto originale.