Se la violenza di sinistra non va punita

Egregio direttore, no global e centri sociali spengono la fiamma olimpica e non succede niente: Giornale a parte i media liquidano l’episodio con resoconti stringati, che durano l’espace d’un matin e anche meno. Magistrati e Digos? Non pervenute. Regione e Comune affermano trattarsi di problemi di traffico. La Provincia non c’entra (forse, però, invierà un messaggio di solidarietà agli estemporanei pompieri).
Sul treno Torino-Milano alcuni no global bastonano il leghista Borghezio e due poliziotti che tentano di difenderlo. I mezzi di informazione, notoriamente asserviti a Berlusconi, dedicano al fatto uno spazio risibile. Immaginate per un momento che a prendere una pedata nel sedere ad opera di un giovane di destra fosse stato invece un esponente del sinistra-centro, fosse anche non di primissimo piano, il socialista Boselli, ad esempio, tanto per fare un nome: valanghe di messaggi di solidarietà; Ciampi che si affretta a formulare fervidi auguri per un pronto ripristino della parte lesa. Mobilitazione degli antifascisti militanti in servizio permanente effettivo; titoli a lettere cubitali dei giornali sul risorgente Fascismo. Non parliamo della televisione: saremmo deliziati per giorni dall’ossessiva ripetizione di un filmato con le sinistre terga di Boselli, opportunamente fasciate, accanto ad uno scarpone chiodato. Per Borghezio poche righe e poche immagini. Archiviazione immediata.
Non conosce la pace dell’archivio, al contrario, il saluto romano del giocatore Di Canio. Ripetuti articoli sui giornali; ripetutissime immagini del «fascista» che alza il braccio a mano tesa verso i suoi sostenitori. Un giornalista sportivo del Tg2 noto per le brutte figure rimediate intervistando Moggi, Galliani e ultimamente il presidente della Lazio Lotito, ha la brillante idea di invitare alla sua trasmissione una coppia bicolore, lei bianca, lui nero, (tranquilli, non si tratta della Juve) per dimostrare che gli italiani non sono razzisti. Ma pensa tu se si deve arrivare a questo punto per dimostrare una cosa che è già ampiamente dimostrata. Per Di Canio va in fibrillazione anche la Comunità israelita italiana, che minaccia azioni legali e fa appello a Ciampi e alla Eu: tutto per un saluto che può essere sgradito ma forse non è così pericoloso come la futura atomica iraniana. Trovo strano che gli ebrei italiani non manifestino almeno uguale sdegno per le bandiere dell’Olp che sventolano orgogliosamente nelle manifestazioni «pacifiste» della sinistra. Non parliamo poi di Blatter, presidente della Fifa (in inglese to blatter significa «cianciare») che si infuria per il saluto romano di Di Canio ma non batte ciglio se l’Iran, il cui presidente ha affermato pubblicamente che Israele delenda est, partecipa al campionato mondiale di calcio.
A Di Canio gli suggerirei (previo accordo con i tifosi laziali per evitare il linciaggio) di salutare i suoi sostenitori alzando il braccio (sinistro s’intende) con la mano chiusa a pugno: sicuro come l’oro che gli restituiscono i soldi della multa.