Se Visco confessa «Più tasse ma non troppe»

Roma. La tentazione è sempre forte, per il superviceministro delle Finanze: «Tassare, tassare, tassare» è la sua parola d’ordine, il suo credo, la sua missione. Ed anche nelle occasioni in cui la prudenza sarebbe d’obbligo, lui non sa resistere. E così ieri, davanti alla valanga di sindacalisti e imprenditori che compongono l’enorme «tavolo della concertazione», alla fine se l’è fatta scappare, la parolina. Dopo aver spiegato che si metterà mano al sistema dei rimborsi Iva, Vincenzo Visco non è più riuscito a trattenersi: «Insomma come vedete, non vogliamo aumentare le tasse più di tanto...». Una frase che ha immediatamente catturato l’attenzione dei presenti. Tanto che è dovuto intervenire immediatamente Romano Prodi, per correggere il tiro. «Come avete capito - ha precisando sorridente il presidente del Consiglio - il ministro Visco ha detto che non vogliamo aumentare le tasse». Così quel «...più di tanto» è andato, per il momento, in cavalleria. Visco non avrà questa estate la sua manovra fiscale «lacrime e sangue», di quelle che gli piacciono tanto. Per adesso si concentrerà nella lotta all’evasione. «Bisogna recuperare il crollo del gettito che c’è stato in questi anni», ha detto il superviceministro durante l’incontro di Palazzo Chigi. Peccato che le entrate fiscali stiano andando più che bene, come conferma il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi. L’autotassazione di giugno sembra essere stata un vero e proprio successo. Ma a Visco, come tutti sanno, le entrate non bastano mai.