Se la vita dipende da un vaccino

Sono fondamentali i vaccini per i bimbi e gli adolescenti, dimenticarli può essere drammatico. La vaccinazione è uno dei temi al centro del XXIII congresso nazionale della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) che si terrà a Milano dal 15 al 17 settembre. Oltre 500 gli specialisti presenti.
«I vaccini sono insostituibili, sicuri e ben tollerati, grazie all'elevato livello di purificazione raggiunto», afferma con chiarezza il professor Alberto Podestà,direttore del dipartimento di scienze dell'età evolutiva dell'ospedale San Carlo Borromeo di Milano. «Molte tra le più gravi malattie infettive, come il vaiolo - aggiunge - sono state eradicate o sensibilmente contenute da oltre quarant'anni grazie all'impiego dei vaccini. La poliomielite, la difterite, la meningite da Haemophilus,il tetano, il morbillo, oggi fanno meno paura grazie proprio ai vaccini, ma potrebbero tornare a diffondersi con effetti devastanti se dovessimo abbassare la guardia. Queste malattie non sono scomparse i germi che le causano sono ancora presenti. Negli Stati Uniti fino agli anni Sessanta, prima dell’introduzione del vaccino, annualmente oltre mezzo milione di pazienti erano colpiti dal morbillo, nel 2004 si sono registrati solo trenta casi. Tutti i bambini, dai tre mesi di vita, possono e devono essere vaccinati contro le differenti malattie infettive seguendo i calendari vaccinali consigliati dall’Oms e dai sistemi sanitari nazionali. Per eradicare la malattia va vaccinato almeno il 95% della popolazione. Oggi si tende all'impiego di vaccini combinati e coniugati che agiscono contro più patologie ed ottengono maggiori risposte di difesa e minori effetti collaterali. Tra i nuovi vaccini nelle femmine dopo i 12 anni si sta diffondendo l'impiego del vaccino contro il papilloma virus, all'origine del carcinoma della cervice uterina, terza causa di morte per neoplasia nella donna, dopo seno e polmone. Altre vaccinazioni per combattere tutti i ceppi causa di meningite batterica, sono già in fase di sperimentazione avanzata. Purtroppo tutti i sistemi sanitari investono troppo poco nella prevenzione delle malattie. In termini etici ed economici prevenire è ben più utile che curare». Troppi genitori non percepiscono il reale rischio di molte malattie infettive, lo sottostimano forse ritenendo erroneamente che gran parte delle patologie sono già state definitivamente sconfitte, non considerano che si possono manifestare nuovamente e riacutizzarsi. Per questo si deve agire favorendo lo sviluppo di una cultura della prevenzione.
«In Africa e in molti Paesi in via di sviluppo - ricorda il professor Podestà - le vaccinazioni sono poco diffuse e vi sono centinaia di migliaia di morti proprio a causa delle malattie infettive». La mobilitazione di risorse tecniche e finanziarie deve diventare una priorità per contrastare il dilagare delle epidemie. La prossima settimana a Washington si riuniranno per una lotta più efficace al morbillo (Measles Initiative) i vertici di numerose organizzazioni umanitarie. «Sappiamo con certezza che ci saranno più epidemie nel prossimo futuro - afferma Florence Fermon, coordinatrice per le vaccinazioni di Medici senza frontiere. Dal 2008, questa organizzazione sta rispondendo ad epidemie che sono aumentate: nel 2010 più di 4,5 milioni di bambini sono stati vaccinati d'urgenza in Yemen, Zimbabwe, Chad, Swaziland, Sud Africa, Malawi e Nigeria. Quest'anno, le équipe mediche nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno vaccinato 3 milioni di bambini senza però riuscire a bloccare l'epidemia. «La lotta contro il morbillo non sembra essere una priorità politica, anche i donatori riducono i finanziamenti», spiega Gwenola François, responsabile della campagna di vaccinazione contro il morbillo in Congo. Le organizzazioni non governative come MSF non riescono a intervenire a causa di mancanze strutturali nei programmi di prevenzione di molte malattie infettive».