Se, dopo le zanzare, è Marco Doria a succhiarci il sangue

(...) l’aliquota sull’Imu per la prima casa dal 4 al 5 per mille e sulla seconda dal 7,6 al 10,6 per mille, senza ascoltare i richiami degli alleati, il sindaco ieri ha fatto un nuovo salto di qualità. Qualità negativa per le tasche dei cittadini, si intende, invitando il governo Monti a introdurre «una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Sono a favore di una patrimoniale vera, di un’imposizione davvero progressiva sul reddito (...). Non è iniquo il principio di tassare il patrimonio; in Italia resta il problema di una patrimoniale vera, non solo sugli immobili, ma anche sulle ricchezze finanziarie».
Posizioni legittime, per carità. E posizioni che Doria porta avanti coerentemente da comunista storico, che non ha mai rinnegato la sua fede politica. Soprattutto posizioni - e qui sta la sciagura dei moderati del centrosinistra - che erano già state espresse apertamente o comunque ventilate in campagna elettorale. Insomma, non è colpa di Doria, ma di chi ha fatto finta di non sapere chi era Doria e di come la pensa Doria.
Peccato, perché oggi, addirittura - semel in anno licet insanire, una volta all’anno si può impazzire - avrei voluto elogiare l’amministrazione comunale per aver annunciato che, da oggi, inizierà la disinfestazione delle zanzare in tutta la zona della Foce. Iniziativa giusta e sacrosanta che arriva dopo la puntuale denuncia del nostro Ferruccio Repetti sul Giornale di domenica, che sollecitava il sindaco ad intervenire nei confronti di un quartiere ostaggio del cantiere sul Bisagno e degli insetti che ne uscivano a raffica, facendo correre notevolissimi rischi per la salute pubblica.
Ma, nemmeno il tempo di schiacciare il tasto «invio» per gli elogi a Doria sulle zanzare, che subito il sindaco ha fatto l’incredibile uscita sulla patrimoniale, non prima di aver tartassato i cittadini con la SuperImu. Ma ci vuole tanto a capire che è meglio tagliare gli incredibili sprechi della struttura comunale, spesso pletorica e gonfiata di dirigenti, anzichè spremere i cittadini? Oppure aumentare sì l’Imu e la patrimoniale, ma anche e soprattutto sui palazzi storici di via Garibaldi (dove sono alcune delle proprietà di Doria, proprietà sacrosante, è ridicolo contestare il diritto del sindaco ad avere case) che però, invece, con tutti i bollini legislativi al posto giusto, godono di tariffe agevolate.
In tutto questo, dicevo, viene quasi una certa nostalgia di Marta. Lei parlava, parlava, ma le aliquote non erano così alte. E viene assolutamente da solidarizzare con l’ex sindaca anche per una vicenda ben raccontata da Marco Preve su Il lavoro-La Repubblica di Franco Monteverde: su Facebook un ragazzo ha fondato un gruppo per «strapparle la giugulare», via internet, vabbè. Lei, giustamente, ha querelato l’autore, da poco maggiorenne. Ma, altrettanto giustamente, ha detto che ritirerà la denuncia, a patto che il ragazzo le chieda scusa personalmente, promettendogli una lezioncina delle sue.
In attesa di sapere quale pena sceglierà il giovane, se la querela oppure la ramanzina Marta, va detto che è l’atto migliore dell’ex sindaco. L’unico modo, probabilmente, di spiegare il rispetto e l’educazione a tutti questi giustizieri del web che si sentono tanto intelligenti e coraggiosi passando le giornate ad insultare la gente su Internet, facebook, blog e social network vari. Mentre, spesso, l’unico motivo del loro coraggio è l’anonimato.