La Sea: "Alitalia ha tagliato più voli del previsto"

Il presidente Bonomi attacca la compagnia di bandiera: "Come risulta dai sistemi di vendita e da
chiunque verificabile, la compagnia ha tagliato più voli rispetto al piano comunicato ufficialmente"

Milano - Nuove accuse ad Alitalia arrivano dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi che denuncia un taglio dei voli da Malpensa superiore a quanto annunciato. "In relazione al Piano del nuovo network Alitalia presentato ieri voglio precisare che, come risulta dai sistemi di vendita e da chiunque verificabile, la compagnia ha tagliato più voli rispetto al piano comunicato ufficialmente a Sea e già fortemente penalizzante per l’aeroporto di Malpensa. Le frequenze settimanali passano, infatti, da 1238 a 366 e non a 445". Lo afferma il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. Che aggiunge: "Malpensa verrà completamente privata delle principali destinazioni business europee: sono completamente cancellati i voli per Atene, Barcellona, Berlino, Copenhagen, Francoforte, Lisbona, Londra, Lione, Madrid, Malaga, Varsavia e Zurigo. Inoltre i nuovi orari non compensano la riduzione di frequenze".

Linate: nessun aumento di frequenze "Allo stesso tempo la compagnia ha affermato che avrebbe aumentato le frequenze su Linate ma, essendo quest’ultimo un aeroporto contingentato dal decreto Bersani del 2000, è improbabile che ciò possa avvenire - prosegue Bonomi -. Quindi il numero dei voli del Gruppo Alitalia (Alitalia+Volare) su Linate resta invariato". E il presidente della Sea puntualizza ancora: "Alitalia sostiene che l’incremento di voli point to point tra l’Italia e l’Europa offerti dalle compagnie concorrenti consente di evitare i transiti scavalcando l’hub di Malpensa; i concorrenti di Alitalia hanno maggiore offerta di destinazioni nei loro hub. Questo è il vero problema. Pertanto, se un passeggero deve andare, per esempio, da Napoli a Hong Kong è obbligato a passare da un altro hub europeo perché da Malpensa Hong Kong non è servita; inoltre, Alitalia a differenza degli altri vettori non è mai stata in grado d completare la sua rete di feederaggio. Molte destinazioni italiane ed europee non sono mai state servite da Alitalia verso Malpensa. Ovviamente se ne sono avvantaggiati i concorrenti. Questo ha generato fra l’altro un altro grande fraintendimento: 'Malpensa è difficilmente raggiungibile con treno e auto: Alitalia è costretta a portare i passeggeri nell’hub con l’aereo'. Posto che Malpensa è stata caratterizzata negli anni da difficoltà di collegamenti che si stanno risolvendo, in tutto il mondo i passeggeri arrivano negli hub con l’aereo e non in taxi o in treno. La facilità di collegamento via terra è essenziale per il bacino di riferimento dell’aeroporto e dunque diviene essenziale per i voli point-to-point che devono servire solo passeggeri originanti e non hanno passeggeri in transito - sottolinea ancora il presidente di Sea. Alitalia sostiene inoltre che Malpensa non dispone di un rilevante mercato naturale origine/destinazione. "Esclusi i transiti, il mercato originante del sistema aeroportuale milanese vale oltre 31 milioni di passeggeri, uno dei più grandi mercati originanti d’Europa". Sostiene ancora Alitalia che su Malpensa ci sono solo poche destinazioni e frequenze intercontinentali (17 aeroporti serviti contro gli oltre 100 di altri hub europei); "Le destinazioni intercontinentali servite da Malpensa sono 70. Purtroppo sono solo 17 quelle servite da Alitalia che in qualità di hub carrier in teoria dovrebbe essere il maggiore vettore per destinazioni servite su un hub. Il problema, quindi, è di Alitalia ed è Malpensa che ha pagato le conseguenze per tutti questi anni della gravissima debolezza del vettore di riferimento". "Le fughe verso altri hub sono causate principalmente dall’inconsistenza del network di lungo raggio di Alitalia e comunque risultano contenute al 6% (per un totale di 1.600.000 passeggeri di cui 550.000 da Linate e il resto da Malpensa)".