Sea il cda viene incontro al sindaco Sì al dividendo ma solo 200 milioni

Giannino della Frattina

Meno cinquanta. Milioni di euro per il dividendo straordinario che la Sea propone di distribuire ai suoi azionisti. La differenza è rispetto a quello che il sindaco Gabriele Albertini aveva proposto. Ovvero una torta da 250 milioni da spartire tra il socio di maggioranza (il Comune) e gli altri proprietari di quote della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa.
Il consiglio di amministrazione straordinario convocato ieri pomeriggio per esaminare la possibilità di distribuire un dividendo straordinario «ha approvato - si legge in un comunicato ufficiale diffuso dalla Sea in serata - la relazione presentata dalla struttura della società e supportata da Mediobanca, dalla quale emerge un importo sostenibile del dividendo pari a 200 milioni di euro». Un quinto in meno, dunque, di quanto vorrebbe la giunta Albertini. «Tale livello di dividendo - la giustificazione - è stato calcolato al fine di mantenere una struttura finanziaria adeguata agli impegni che la società ha programmato in termini di investimenti e per far fronte ad eventuali evenienze negative, concorrendo anche a ottimizzare la struttura patrimoniale-finanziaria secondo la prassi corrente e restando in linea con le migliori società del settore». La paura, dunque, è di svuotare la società di risorse utili allo sviluppo.
La palla ora torna alla giunta di Palazzo Marino e poi ci sarà l’epilogo all’assemblea dei soci il 31 gennaio. «Quel giorno - ci tiene a far chiarezza il vicesindaco Riccardo De Corato - decide il socio di maggioranza. È una banalità, ma in giro sento dire tante cose strane. Il consiglio espropriato di cosa? L’aula ha già deliberato, il Consiglio di Stato su richiesta dell’opposizione ha, se ce ne fosse stato bisogno, validato la procedura. E noi ci atteniamo». E le perplessità nella maggioranza? «In giunta non è volata una mosca. Non ho sentito nessuna perplessità politica. C’è solo unanimità». Attacca, invece, Filippo Penati. «Se avessi fatto io quello che ha fatto Albertini con la Sea - la stilettata del presidente diessino della Provincia -, sarebbe venuto giù il finimondo. La verità è che Albertini e il centrodestra hanno lanciato una sfida a Milano ed hanno fallito». Sulla vicenda interviene anche il segretario provinciale dei Ds Franco Mirabelli. «Sono molto stupito - le sue parole avvelenate - del silenzio di Letizia Moratti. Sarebbe utile sapere cosa pensa sulla Sea il candidato del centrodestra Letizia Moratti. Il suo è forse un silenzio-assenso?».
Ora, dunque, la parola passa alla giunta di Palazzo Marino. Che dovrà decidere se accogliere la proposta del cda fermatasi a 200 milioni o rilanciare per tentare di incassare l’intero piatto. Particolare non irrilevante anche per i futuri acquirenti. Che, all’atto di formulare la proposta di acquisto, dovranno valutare anche la possibilità di incassare immediatamente il dividendo straordinario.