Sea, due poltrone al posto di una. E la Cisl applaude

Gianandrea Zagato

Anche ieri, fino a tarda sera, Giuseppe Bencini era in ufficio, al quartier generale di Sea. Una giornata che il manager con in tasca il benservito del sindaco Letizia Moratti ha speso tra impegni già fissati sull’agenda, telefonate e riunioni con i più stretti collaboratori. Ma il presidente e amministratore delegato della società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa ha pure messo nero su bianco il suo intervento al consiglio d’amministrazione straordinario di lunedì prossimo, quello dove rassegnerà le dimissioni con due anni d’anticipo sulla scadenza naturale.
Nessun commento pubblico, naturalmente, sull’uscita di scena impostagli dal primo cittadino che, tra l’altro, onorerà tutto quello che c’è da onorare ovvero emolumenti fino all’ultimo euro. Impazza invece il totonomine, con l’avvertenza che la carica ricoperta da Bencini sarà sdoppiata: Sea avrà un presidente e un amministratore delegato. E se per la prima poltrona è quasi certa la nomina dell’avvocato varesino Giuseppe Bonomi (già presidente di Sea e di Alitalia), per la seconda spunta Giovanni Sebastiani, ex direttore generale di Alitalia e poi di Meridiana.
Accoppiata eccellente che, secondo la Cisl-trasporti della Lombardia, «mette fine a una brutta stagione per Sea»: «Si chiude il peggior ciclo gestionale della società, caratterizzato da nessun investimento innovativo, débâcle estiva dei bagagli e marginalizzazione di Sea Handling che si è bloccata nel processo di risanamento in corso e ha pure perso clienti storici come Air France, Klm, Iberia e British Airways» nota Dario Balotta, segretario regionale Fit-Cisl. Opinione sindacale che non tiene in debita considerazione un dato: Letizia Moratti non imputa alcun addebito di natura gestionale al manager Bencini bensì una «diversa strategia» su Sea e i suoi scali nonostante il fatturato sia in crescita del 2,9 per cento.
Ma al cda di lunedì prossimo, tra i punti all’ordine del giorno, c’è anche «le dimissioni di consiglieri e la cooptazione di nuovi». Finale di una partita di nomine che, in queste ore, si sta giocando tra il Comune di Milano, i partiti della maggioranza e la Provincia di Milano - socia di Sea - ma senza alcun rappresentante nel consiglio d’amministrazione.