La Sea non decolla, fallita l’asta per la vendita

Albertini rilancia: «La privatizzazione va avanti: ci sono soggetti interessati»

(...) La busta sigillata, inoltre, conteneva le lettere di presentazione di tre banche (Mcc, Caixa e Dexia) disponibili ad affiancare Goldman Sachs, redatte in lingua inglese, contravvenendo così alle richieste di Palazzo Marino di ricevere solo documenti in italiano. All’appello, poi, sono mancate la fideiussione bancaria, la sottoscrizione del patto parasociale e del contratto di acquisto. Tutto da rifare, dunque, anche se Gabriele Albertini non dispera. «Nei confronti dei cittadini - dichiara il sindaco - abbiamo il dovere di non lasciare nulla di intentato per acquisire le risorse necessarie a realizzare importanti infrastrutture. Qualora infatti fosse disponibile la quota del Comune ricavata dalla vendita Sea, si attiverebbero infatti anche i finanziamenti dello Stato e dei privati per coprire la totalità dei costi necessari per la costruzione del primo lotto della Mm4 Lorenteggio-Policlinico». Le cifre parlano chiaro. Se il Comune metterà 350 milioni di euro (il 44,4 per cento), dallo Stato attraverso la Legge Obiettivo arriveranno 240 milioni (il 30,4 per cento) e altri 198 (il 25,2) dai privati. Considerazioni che hanno convinto Albertini a ordinare la ripartenza immediata dopo la battuta d’arresto. «L’amministrazione - si legge in un comunicato ufficiale - ha elementi concreti per ritenere che alcuni soggetti interessati all’acquisto della quota di Sea non abbiano potuto formalizzare l’offerta perché a gara iniziata sono intervenuti fatti esterni (ad esempio il decreto legge sui requisiti di sistema, che modifica le tariffe praticate dagli scali aerei) che hanno alterato il quadro di riferimento, richiedendo ulteriori approfondimenti». Avanti con la vendita, dunque con procedura da concludere entro il 31 gennaio e con inviti solo ai «soggetti ammessi alla gara appena conclusa». Interesse manifesta Hochtief AirPort che comunica «di non essere stata in grado di presentare un’offerta non condizionata e vincolante, così come tassativamente richiesto dal bando» pur definendosi tuttora interessata. «L’ennesimo grande fallimento delle privatizzazioni della giunta Albertini - attacca il ds Emanuele Fiano - aveva ragione l’opposizione a dire che la cifra posta a base d’asta era sbagliata». Posizione contraddittoria, sottolinea l’assessore Giorgio Goggi. «Prima ci accusavano di svendere, oggi ci accusano di aver fissato un prezzo troppo alto».
E, intanto, anche nella maggioranza rispunta l’ipotesi della quotazione in Borsa. «Lo avevo detto che quella era la strada maestra - si accalora l’udc Emilio Santomauro -. Con la Borsa si hanno tempi certi e la possibilità di vendere a un azionariato diffuso. Ma soprattutto si garantisce una maggior trasparenza all’opposizione». Più tranquillo Alberto Garocchio. «Nessun problema - assicura -. Il Comune sicuramente incasserà una cifra congrua. E non è sicuramente un problema se a farlo sarà la prossima amministrazione».