Sea, posti nel cda in proporzione alle azioni

Nuovo passo verso la privatizzazione della Sea, la società aeroportuale che gestisce gli scali di Linate e Malpensa. Nella seduta di ieri mattina la giunta di Palazzo Marino ha definito le condizioni offerte al nuovo socio che acquisterà il 33 per cento del pacchetto azionario messo in vendita dal Comune. I «patti parasociali» che regoleranno la governance, la gestione dell’azienda. Offerte destinate a invogliare chi abbia intenzione di presentare un’offerta entro lunedì prossimo, termine ultimo stabilito dal bando di acquisto.
Il socio privato avrà diritto a un numero di rappresentanti nel consiglio di amministrazione proporzionale alla quota azionaria posseduta. Lo statuto della Sea prevede che il cda sia formato da un minimo di cinque a un massimo di nove membri. Nel primo caso, dunque, il futuro socio, con il 33 per cento delle azioni possedute, avrà diritto a due rappresentanti, nel secondo a tre. Anche nel caso di incremento della partecipazione al capitale, il numero di consiglieri espresso dall’acquirente privato non subirà modifiche. Il nuovo socio avrà poi diritto di veto in caso di assemblea straordinaria in merito ad un eventuale scioglimento anticipato della società o della sua messa in liquidazione.
I patti, di durata quinquennale, saranno da considerarsi decaduti se la partecipazione del privato dovesse scendere sotto il 30 per cento del capitale, oppure se la somma delle azioni possedute insieme dal socio e dal Comune diventasse inferiore al 51 per cento del totale.
«La delibera - ha spiegato il vicesindaco Riccardo De Corato - rispecchia fedelmente le indicazioni espresse dal Consiglio comunale».
Per quanto riguarda l’agenda, il 31 ottobre scadranno i termini per la presentazione delle offerte. Dopo quella data si apre la fase dell’asta con gli eventuali rilanci. Secondo De Corato il nome del vincitore si potrebbe conoscere entro Sant’Ambrogio.