Sea, scatta la cassa integrazione: per due anni fermi 900 lavoratori

Firmato l’accordo fra la società che gestisce lo scalo e i sindacati. La Cig scatterà il prossimo 24 marzo

Come tutte le brutte notizie, anche questa arriva a notte fonda. È stato firmato venerdì, dopo la mezzanotte, l’accordo tra i sindacati e Sea per mandare in cassa integrazione novecento dipendenti della società che gestisce l’aeroporto di Malpensa. Un numero enorme. Ma, dice la Sea, necessario «per far fronte alla situazione di crisi generata dal de-hubbing di Malpensa operato da Alitalia». Come a dire che per forza di cose il boccone amaro va mandato giù. Alitalia (e il governo) costringono la Lombardia a prendere decisioni simili.
«La società - scrive la Sea in una nota - si trova a gestire un evento senza precedenti, che comporta l’assunzione di responsabilità straordinarie e di conseguenti sacrifici a tutti i livelli». Il primo sacrificio è quello dei dipendenti: 350 di Sea e 550 di Sea Handling. Sono stati assunti tra il 1998 e il Duemila, quando i progetti per Malpensa erano grandiosi. L’aeroporto da scalo della brughiera lombarda si stava preparando a diventare il più grande hub d’Europa. Quei progetti ora si traducono in un taglio del 20 per cento nelle buste paga, dal 24 marzo per due anni. I numeri che ruotano intorno al futuro dell’aeroporto non sono incoraggianti: sei milioni di passeggeri persi, 70 milioni di ricavi all’anno in meno. E ufficialmente il taglio dei voli di Alitalia comincerà solo il mese prossimo.
«L’accordo - spiega il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi - rappresenta un risultato estremamente importante ma è solo il primo passo di un lungo percorso che vedrà impegnati i vertici di Sea per riportare l’azienda agli stessi livelli di produttività di oggi». Il 17 marzo si definiranno i dettagli dell’accordo.
I sindacati, seppur preoccupati, sono fiduciosi: «Questa - spiega Ezio Colombo, segretario territoriale della Filt Cgil - è una crisi temporanea. Al massimo entro due anni contiamo in un recupero totale di tutti i dipendenti».
Una speranza a cui aggrapparsi c’è: gli slot. «Spariscono i voli - aggiunge Colombo - ma gli slot lasciati da Alitalia restano. E se verranno occupati da altre compagnie, il lavoro tornerà ad aumentare e la cassa integrazione potrà essere contenuta». I tagli quindi potrebbero essere evitati, o almeno ridotti, se gli slot verranno concessi alle compagnie low cost. Almeno in affitto, come proposto dalla Regione Lombardia, finché non si presenterà un nuovo vettore disposto a occuparli tutti quanti.
Nonostante le riduzioni del personale assunto a tempo indeterminato, Sea rinnoverà i contratti dei lavoratori stagionali, a tempo determinato: dagli operai per il carico e lo scarico delle merci agli addetti ai bagagli e al check in. Una contraddizione? Nient’affatto, a consentirlo è il decreto Milleproroghe. «Sono figure diverse rispetto a quelle degli assunti», puntualizzano i sindacati.