Sea A settembre a casa 390 dipendenti, c’è l’accordo con i sindacati

Come previsto, i prepensionamenti ci saranno. Ma saranno il più soft possibile. L’accordo raggiunto tra i sindacati e Sea, la società che gestisce gli aeroporti lombardi, ha fissato dei paletti precisi per tutelare al meglio i 390 dipendenti che da settembre rimarranno a casa dal lavoro. La notte scorsa è stata siglata l’intesa per avviare le procedure di mobilità avviate lo scorso 15 aprile.
I 390 dipendenti, di Sea e di Sea Halding, sono stati individuati tra i lavoratori che entro il 2014 avranno tutti i requisiti per maturare la pensione. Non solo, si è cercato di dare loro il maggior numero di garanzie, arrivando a un traguardo importante: tra mobilità e fondo volo (concessione che un tempo avevano solo i dipendenti di Alitalia e che ora è stata estesa anche a chi lavora negli aeroporti) tutti avranno diritto all’80 per cento dello stipendio. Grazie ad altri incentivi, i lavoratori riusciranno a raggiungere il 100 per cento della busta paga. La mobilità durerà al massimo per tre anni. «Le motivazioni che hanno indotto l’azienda ad avviare tale procedura - specifica Sea in una nota - così come già fatto nel 2008, sono da ricercare nell’aggravamento della crisi economica mondiale e conseguentemente del drastico calo del traffico aereo».
La Iata (associazione internazionale per il trasporto aereo) ha rivisto al ribasso le prospettive 2009 per il comparto, con perdite delle compagnie aeree pari a 3,4 miliardi di euro e una contrazione del traffico dei passeggeri del 5,7 per cento. Sea e le organizzazioni sindacali che tutelano i lavoratori hanno inoltre chiesto alla Regione Lombardia un incontro urgente per il successivo accordo territoriale previsto per legge. Mettendo in campo tutti gli ammortizzatori sociali del caso, sindacati e Sea hanno voluto «salvare» i posti di lavoro dei dipendenti più giovani, ancora lontani dal raggiungimento dei requisiti per la pensione e con tanti anni di contributi davanti da versare.