La Sea «supera» l’addio di Alitalia: malgrado i voli persi conti 2008 in utile

Alitalia ha lasciato Malpensa e scelto Fiumicino come base intercontinentale, ma Aeroporti di Roma ha chiuso il bilancio in perdita, mentre la Sea - aeroporti di Milano - ieri ha annunciato 1,8 milioni di utile. Miracoli del trasporto aereo. Il 2008 è il primo esercizio che registra il de-hubbing di Alitalia: quest’ultima esattamente un anno fa ha cancellato a Malpensa, d’un botto, 1.200 voli alla settimana, pari all’80% della sua attività; in termini di passeggeri, 7,8 milioni in meno. Oggi i voli, dopo vari aggiustamenti, sono 370 (Air One compresa) a Malpensa, 1.375 a Linate, dove Alitalia non ha fatto cancellazioni. Perso «il lavoro», il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, è stato tempestivo nel cercare di tamponare la situazione; dal punto di vista operativo, il risultato sta in due numeri: 640 i voli nuovi accolti nello scalo (dimezzando la fuga di Alitalia), e 15 nuove compagnie clienti. Così l’obiettivo, che prudenzialmente era il pareggio, è stato centrato e superato: certo, 1,8 milioni si confrontano con i 34,5 milioni di utili 2007, ma in una situazione di crisi così profonda è già molto. Il calo dei ricavi è stato contenuto, solo l’8,2% in meno, attestandosi a 634 milioni. Sul risultato hanno pesato svalutazioni di investimenti per 17 milioni e svalutazione di crediti per 54 milioni, legati alla procedura fallimentare di Alitalia. Ha pesato anche l’andamento di Sea handling, la società dei servizi di terra, che pur avendo migliorato il rosso per 7 milioni, ne perde ancora 52. In questo senso è stato benefico l’annuncio, la settimana scorsa, del contratto quadriennale sottoscritto con Alitalia, che dà alla società dell’handling prospettive di continuità aziendale, con il risanamento per obiettivo.