Sea, il triplo gioco del consulente e il giallo del contratto fantasma

Enrico Lagattolla

«L’avvocato Roli si è messo a disposizione». È questa la frase chiave della risposta che il Comune di Milano ha dato nei giorni scorsi agli interrogativi suscitati dagli ultimi sviluppi dell’affare Sea. Ovvero dalla comparsa - raccontata sul Giornale - nelle carte dell’inchiesta per turbativa d’asta aperta dalla Procura di due nomi eccellenti dell’avvocatura d’affari milanese: per l’appunto Mario Roli, socio dell’importante studio Bonelli-Erede-Pappalardo, e del suo collega Carlo Croff, dell’altrettanto importante studio Chiomenti. Sono, secondo le intercettazioni della Guardia di finanza, Roli e Croff a lavorare al bando per la cessione di Sea già prima dell’estate 2011, quando ufficialmente la decisione di cedere una quota della società non era stata ancora presa (e la giunta Pisapia si era insediata da una manciata di giorni).
Roli e Croff entreranno in scena ufficialmente molto tempo dopo, in autunno, dopo che la privatizzazione delle quote sarà stata decisa dal Consiglio comunale. Ma secondo la Gdf si davano da fare già prima: Roli per conto del Comune, e Croff per conto di Vito Gamberale, gran capo del fondo F2i che alla fine si aggiudicherà le quote con un rilancio di un solo euro. Come mai? Chi aveva dato a Roli le disposizioni di muoversi già in luglio a nome del Comune? Quando la notizia esce sul Giornale, l’ufficio stampa di Palazzo Marino sembra prendere le distanze da Roli: l’avvocato, dicono i portavoce di Pisapia, aveva un vecchio incarico della giunta Moratti ma per un’altra privatizzazione, quella di Serravalle, andata a finire in nulla. «Quanto al bando Sea-Serravalle, qualora venisse confermato quanto riportato nel vostro articolo, ciò sarebbe totalmente estraneo al mandato e alla volontà di questa Amministrazione».
Ed in effetti agli atti del Comune c’è una vecchia determinazione dirigenziale del 2007, la numero 33, dove si legge che il Comune di Milano conferisce «l’incarico allo studio legale Bonelli-Erede-Pappalardo nella persona dell’avvocato Mario Roli per la consulenza legale necessaria all’attuazione del progetto di valorizzazione delle quote di partecipazione» di Palazzo Marino «nelle società “Autostrada Serenissima spa” e “Milano Serravalle-Milano Tangenziali spa”», al costo di 122mila euro». Di Sea, come si vede, non si parla nemmeno. Ma qualche tempo dopo è la stessa Sea ad arruolare Roli come advisor per il progetto di quotazione in borsa, anche esso abortito con l’arrivo a Palazzo Marino di Giuliano Pisapia e del suo assessore al Bilancio Bruno Tabacci.
Come è possibile che alle due casacche già indossate da Roli (consulente del Comune per Serravalle; advisor di Sea per la quotazione in Borsa) se ne aggiunga una terza, ovvero consulente del Comune per la cessione del 30 per cento di Sea? Dopo gli articoli del Giornale, il consigliere comunale Riccardo De Corato chiede agli uffici comunali la documentazione. E il 31 maggio riceve una risposta con la copia delle delibere e la singolare spiegazione: «L’avvocato Roli si è messo a disposizione posta la contestualità dell’operazione di cessione». Chiaro? Mica tanto.
Anche questo andrà chiarito dall’inchiesta. E quale ruolo abbiano avuto Roli e Croff nell’alimentare le certezze con cui già prima dell’estate Mauro Maia, braccio destro di Gamberale, rassicurava il suo capo: «Stai tranquillo, il bando lo faranno per noi».