Seat fa gli onori di casa e celebra i 25 anni di Ibiza

Molti ricordano che durante la crisi petrolifera del ’72 si mise in discussione il modo di concepire la mobilità; anche l’industria nazionale pensò di sostituire il trasporto individuale con quello su rotaia o autobus. Molti temettero che l’automobile potesse finire la sua carriera ben prima di avere compiuto i cento anni. Oggi è molto diverso: non vi è mai stato un periodo nel quale capi di Stato e ministri finanziari si siano tanto interessati all’industria che, producendo autoveicoli, assicura lavoro e libertà di movimento individuale a milioni di persone. L’automobile ha raggiunto la maturità: come una persona, ha superato il periodo giovanile della spensieratezza e ha cominciato a guardare il mondo con rispetto ed attenzione.
Tutte le case, anche le più blasonate, si impegnano nella riduzione di consumi e inquinamento. Nascono modelli a basso consumo e ogni casa sfoggia la sua eco...tecnologia. La mobilità sostenibile è il tema del momento. In Italia si fa di più: il governo invita all’ottimismo e Fiat risponde, non più pensando di scendere dall’auto, ma lanciando un formidabile processo di globalizzazione: l’accordo con Chrysler prima, cui segue l’interesse per Gm Europa e Gm do Brasil. Non basta: si nota un clima molto più indirizzato a obiettivi socialmente condivisi: l’ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha sottolineato come da questa nuova strategia ricadranno proprio sui lavoratori i maggiori benefici. Gli ha fatto eco il presidente di Fiat e Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, che a Roma intervenendo alle celebrazioni per il secondo Millenario della nascita di San Paolo, ha fatto un forte riferimento alla responsabilità sociale dell’impresa e alla necessità di evitare maggiori divaricazioni tra i ceti più forti e quelli più deboli. Il segretario generale di Ugl, Renata Polverini, presente al dibattito, ha ribadito analoghi concetti.
Queste presenze all’interno della Basilica di San Paolo in Roma sono forse un ulteriore segno dei tempi che cambiano? Se tutto ciò è vero dobbiamo augurarci, per il nostro bene, che Marchionne porti avanti con successo la sua strategia.