Sebald ripercorre lo sradicamento ebraico

È fresco di stampa il libro «Gli emigrati» di Winfried Georg Sebald, più volte annoverato dai critici fra i più grandi saggisti e prosatori viventi già prima della sua prematura scomparsa. (Adelphi, pp. 253; 18 euro). La trama: quattro personaggi intrecciano la loro vita con quella dell’autore. Sono legati alle vicende del popolo ebraico, spaesati ed errabondi, di cui Sebald ripercorre il cammino andando in cerca di amici e testimoni, diari, documenti, ritagli di giornali, fotografie, cartoline, e intessendo come sempre parola e immagine fotografica in un’investigazione che è anche indagine sul proprio sradicamento. Se in «Austerlitz» Sebald si ritrarrà sullo sfondo, qui è egli stesso a prendere in mano il filo del ricordo.