Il secolo di Giap, in trent'anni ha sconfitto giapponesi, francesi e americani

Il 25 agosto Vo Nguyen Giap compirà 100 anni, buona parte dei quali passati alla guida dei Vietminh, l'esercito del Vietnam del Nord comunista. Nel 1945 cacciò le truppe del Sol Levante, nel 1954 sconfisse le forze armate di Parigi e infine nel 1975 entrò a Saigon costringendo gli Usa a un'ingloriosa fuga dopo aver ammaninato la bandiera Stelle e Strisce

Ha combattuto praticamente per trent'anni di fila contro chiunque abbia pensato di invadere il VietNam: dai giapponesi ai francesi fino agli americani. E li ha battuti tutti, perché di strateghi militari come il comandate Giap il Novecento ne ha visti pochi. E dopo l'unificazione del Paese ha accettato l'unico incarico che gli sembrava adatto alle sue competenze, rifiutando altri di più prestigiosi, che pure gli erano statai offerti. Nel 1982 per motivi di salute e di età, si ritirò dalla vita politica. Salute ed età che non gli hanno impedito di avvicinarsi ai 100 anni, che compirà, fatti i debiti scongiuri, il prossimo giovedì.
Vo Nguyen Giap è nato infatti in VIetnam il 25 agosto 1911 in quello che allora era un protettorato francese e nel 1933 si iscrisse all'Università di Hanoi dove iniziò a studiare i testi di Marx e Engels e subito dopo si iscrisse al neo nato Partito comunista indocinese. Il movimento fu messo nel 1939 fuori legge e Giap fu costretto a riparare in Cina dove conobbe Mao Zedong da cui ottenne aiuti militari per fondare insieme al leader del partito Ho Chi Minh il movimento militare Vietminh. Tornò in patria nel 1945 contribuendo a sconfiggere le forze di occupazione giapponesi entrate nel Paese nel luglio del 1941.
Ma la fine della Seconda Guerra Mondiale non portò la pace in Indocina. I Vietminh, sempre guidati dal comandante Giap ora Ministro della Difesa, infatti nel 1946 ripresero la lotta questa volta contro i francesi. Otto anni di aspri combattimenti culminati con la battaglia di Dien Bien Phu, un vero capolavoro di organizzazione. La base era in fondo a una valle e ospitava 22mila soldati, tra truppe indigene, marocchine e la famosa Legione Straniera» ed era considerata imprendibile per le tattiche di guerriglie finora adottate dall'esercito vietnamita. Giap fece trasportare a spalle per chilometri nella giungla tutta l'artiglieria pensante che possedeva, concentrò anche gran parte delle sue truppe. Tutto senza che i francesi si accorgessero di nulla. Il 13 marzo 1954 quando scatenò l'offensiva per la guarnigione non ci fu scampo: dopo due mesi di assedio la Francia si arrese e chiuse gli accordi di pace abbandonando l'infausto, per loro, Paese. La regione fu divisa in due: il nord comunista e il sud con un governo filo occidentale.
Non andò meglio agli Stati Uniti che subentrarono prima con consiglieri militari a fianco della Repubblica del Vietnam del sud. Negli anni Sessanta iniziò la «escalation» che portò centinaia di migliaia di americani a combattere nella giungla un nemico che continuò ad adottare la tattica delle guerriglia: tenere impegnate grosse unità combattenti in azioni di disturbo senza mai arrivare allo scontro diretto. Un logorio che durò 15 anni e si concluse il 30 aprile del 1975 con la presa di Saigon e la fuga dei militari americani. Ancora una volta dietro il successo dei Vietminh c'era l'abile stratega.
Giap mantenne la carica di ministro della Difesa per altri cinque anni anche dopo la riunificazione del Paese. Nel 1980 lasciò il governo e rimase per altri due anni membro del politburo del Partito comunista. Fino alla sua uscita ufficiale dalla scena politica a 71 anni, per motivi di salute e di età. Salute ed età che non devono essere state poi tanto critiche, visto che il «comandante» è ancora vivo e vegeto e si appresta, tra pochi giorni a tagliare il traguardo del secolo, dopo aver conosciuto tutti i grandi capi comunisti dell'Asia e dell'Europa, attraversato gran parte dei più tragici e gloriosi eventi del Novecento, combattuto e sconfitto tre grandi potenze come Giappone, Francia e Stati Uniti.