La Seconda Guerra Mondiale e Cupido al centro dell’esistenza del giovane Elio

Questa volta il titolo inganna. È vero, si tratta di una «seconda parte» e la cornice è senza dubbio la seconda guerra mondiale, ma queste pagine di ricordi (un po’ romanzati, ci si conceda) traboccano storie, scenari, emozioni, intrighi e tattiche tessute da Cupido più che da un tenente. Nel «sottobosco» della guerra, tra paura e precarietà, i giovani continuano a promettersi amore, a tradirlo qualche volta, a imbastire audaci tattiche di avanzata e attacco come oggi non se ne vedono più. E così vediamo il giovane stratega alle prese con le fidanzatine tristi lasciate sole dai soldati richiamati, con quelle disinibite e curiose (non erano tutte sante in tempo di guerra... anzi!), con la sofisticata amante del pugile, parcheggiata in un hotel col solo compito di attendere e poi soddisfare, poi con la preda dell'amico Feliciano già stanco di lei e rivolto altrove. Una colorita carrellata di giovani donne, ognuna brillantemente caratterizzata, in un'epoca in cui per l'amore e il gioco sembrava non fosse rimasto nessuno spazio. E invece!
Non tutti i meriti vadano all'autore, però. Certo, dalla sua c'è oltre a una buona memoria, anche un originale «punto di vista» con cui ricorda i suoi intensi anni. Ma il vero artefice del libro è Cleo. Il suo angelo custode. Una presenza discreta, che compare solo un paio di volte nel romanzo di questa vita, ma in punti decisivi. È grazie a Cleo che il giovane e arruolato Elio scivola su una perfetta sinergia di coincidenze improbabili che lo conducono, a differenza di quasi tutti i suoi «compagni», a finire la guerra a Genova. A casa. E sarà ancora lui, dopo essere scomparso per diversi anni (comunque, anni molto piacevoli per certi, sopracitati, versi!), a virare ancora una volta il timone della vita di Elio che, finita la guerra ma etichettato come ex fascista, è alla disperata ricerca di un lavoro. Alla fine, a coronare una vita così pienamente vissuta, ecco lo sguardo di Elio ormai anziano, nel cuore di Parigi per il suo ultimo viaggio prima della «ritirata» dal lavoro... uno sguardo sereno e soddisfatto, senza nessun rimpianto. E una strizzata d'occhio a Cleo, l'angelo custode di una vita.
Elio Rosi «Tempo di guerra - vita provvisoria parte II»