Una «seconda nascita» per il Fregio di Sartorio

Dopo il restauro durato un anno, sono tornati i colori pastosi e brillanti dell’opera realizzata per l'emiciclo del Parlamento italiano. Ora in mostra insieme con i pannelli e modellini preparatori

«Questo lavoro che mi fa vibrare e lavorare e pensare con lo slancio e l'entusiasmo di un giovane di venti anni». Queste le parole usate da Giulio Aristide Sartorio, nel voler descrivere le sue sensazioni rispetto alla realizzazione del Fregio presso la nuova aula del Parlamento italiano.
Quando l’artista lo realizza non è più un giovinetto; ha quasi cinquant’anni, ed è nel pieno della sua attività artistica. Ed è forse per questo che, sull’onda dell’entusiasmo, e anche del suo successo, mette ancora più impegno nell’eseguire questo fregio composto di oltre cinquanta pannelli.
Quattro sono gli anni necessari alla realizzazione, esattamente tra il 1908 e il 1912. L’anno seguente Sartorio viene invitato alla Biennale di Venezia. È divenuto un artista di fama internazionale. Eppure, nonostante una carriera per certi versi esaltante, con mostre personali in ogni parte del mondo, non esclusi gli Stati Uniti, Sartorio rimane ancora oggi un artista di nicchia, conosciuto perlopiù solo dagli addetti ai lavori.
Il restauro di 21 dei 50 pannelli del Fregio del Parlamento diviene sicuramente l’occasione per approfondire. Sartorio è stato a lungo considerato un artista importante nel panorama nazionale ed internazionale. Sicuramente il suo approccio con l’arte, e la sua maniera di dipingere, seguono piuttosto pedissequamente gli stilemi dell’epoca, e infatti le sue caratteristiche non si discostano molto da altri importanti artisti dell’epoca, viventi anche fuori dal nostro Paese.
Non è un artista di semplice interpretazione dunque; la sua figura umana, seppur uomo di grande spessore culturale, a tratti si avvicina alla misoginia. Non a caso infatti nel suo Fregio le figure di maggiore importanza sono gli uomini. Lasciando però da parte considerazioni sulla persona, l’occasione del restauro è unica, anche perché si possono vedere da vicino, e quindi rimanere colpiti, dalle ricche pennellate corpose di colore. Quasi più che pennellate, a volte colore direttamente spruzzato dai tubi sulla tela.
Oltre a un approccio così vicino e per alcuni versi intimo con il Fregio, in mostra sono esposti tutti i bozzetti preparatori, e il modellino, lungo quattro metri ed alto solo ventisette centimetri. Ancora le lastre fotografiche del pittore, le foto dei modelli, le sue sculture. Informazioni utili: ingresso libero su prenotazione, da Piazza del Parlamento. Telefono: 06-67606996. Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20. Sabato dalle 10 alle 13.