Seconda prova della maturità: studenti spiazzati ma contenti

Il tema di italiano è già un ricordo. Ieri gli studenti della capitale si sono confrontati con la seconda prova scritta, che ha l’obiettivo di accertare che il candidato abbia specifiche conoscenze relative al corso di studi frequentato.
Così gli alunni del classico si sono trovati di fronte alla versione di greco «Un codice etico per lo storico» di Luciano, mentre quelli dello scientifico si sono confrontati con due problemi e dieci quesiti su esercizi di geometria, qualcuno di fisica e un esercizio di statistica. Al linguistico, invece, era stata selezionate la lingua straniera, la pedagogia per i ragazzi del pedagogico ed elementi di architettura per quelli dell’artistico.
Già dalle prime ore della mattina su Internet era scattato il toto prova e più tardi in rete sono apparsi i commenti dei ragazzi. Non tutti uscendo da scuola erano soddisfatti del risultato, anche se il test è stato giudicato meno difficile delle previsioni. «Mi aspettavo un passo di Platone, Senofonte, Aristotele o Isocrate - dichiara una studentessa della III A del liceo-ginnasio Visconti, la prima della classe - in ogni caso sono riuscita a completare la traduzione». «Sono bravino ma questa volta non ci ho capito niente: era veramente tosta», commenta invece Luca, stesso istituto. «Il testo pareva facile all’inizio - gli fa eco una compagna - ma elisioni di verbi e un periodo ipotetico di quattro righe hanno reso difficile la parte finale del testo». Gli studenti hanno impiegato in media tre ore per tradurre la versione.
I maturandi del Virgilio, invece, raccontano di una versione un pò più lunga rispetto a quelle fatte solitamente, 17 righe, ma non complicata. Le prime a uscire dal liceo di via Giulia, verso le 13, sono state Arianna e Giulia, look più adatto per andare al mare che per un compito in classe. «Luciano è un autore conosciuto ma non tra i più gettonati - dicono in coro -. Non abbiamo nemmeno provato a chiedere aiuti da casa via internet, anche perché i cellulari andavano consegnati prima dell’inizio della prova, che era a trabocchetto con un crescendo di difficoltà».
E l’«ostacolo» della matematica? Gli studenti dello scientifico Righi hanno giudicato la prova alla loro portata. «È andata bene - dice Marco della quinta N - non era difficile. Certo si doveva conoscere bene la teoria». Tutto sommato il clima era abbastanza disteso. «All’inizio c’era un pò di tensione in aula - ha raccontato Nicola, sempre del Righi - però durante lo svolgimento ci siamo tranquillizzati perché non era un compito complicato».
Lunedì prossimo va in scena il terzo atto. Si tratta del test pluridisciplinare, il cosiddetto quizzone, scelto dalla commissione che tiene conto del programma svolto dai ragazzi durante l’anno. Gli studenti della capitale sono concordi nel considerarla la prova più impegnativa. Per questo sabato e domenica niente mare: tutti a studiare.