Il secondo posto va di traverso a Kimi: «Il prossimo Gp la musica sarà diversa»

nostro inviato a Sakhir (Bahrein)

Il dilemma raikkoniano è il seguente: deve essere felice per il secondo posto e la conquista della vetta mondiale (19 punti lui, 16 Heidfeld, 14 Hamilton) o deluso perché il suo compagno gli ha dato una bella lezione? Un po' felice e un po' deluso. Dilemma irrisolto. Il glaciale fuoriclasse ferrarista dice che «la piazza d'onore era il massimo a cui potessi aspirare in un week-end per me difficile. Diciamo che gli otto punti, visto che mi permettono di andar via dal Bahrein al comando del mondiale, sono un motivo di moderata soddisfazione».
Si badi bene: moderata. Al campione del mondo girano comunque un poco, però fa buon viso a cattivo gioco: «Non è stato un gran premio perfetto, qualifiche comprese. Il problema è che non riuscivo a fare un giro buono per due volte di seguito, non ho mai trovato la giusta via di mezzo. D'altra parte - ridacchia - su questa pista non sono mai stato troppo fortunato. Quel che più conta, però, è tornare in Europa da leader del mondiale, perché il campionato vero parte ora».
Minaccia, promessa, avvertimento, fate un po' voi. Resta il fatto che il finlandese non ha digerito questa piazza d'onore, per cui, nella legge non scritta delle corse, se un pilota non è soddisfatto di un secondo posto ci sono due motivi: o sa di poter vincere sempre e ragiona ormai da leader o inizia a temere la concorrenza del compagno. Si vedrà. Intanto, il team manager Luca Baldisserri spiega perché il finlandese non è riuscito a digerire questo circuito: «Storicamente questa pista non lo entusiasma: penso sia dovuto al suo stile di guida. Noi non siamo riusciti a dargli l'auto per esprimersi al meglio, però credo che sia difficile trovare l'assetto giusto per il suo stile su questa pista. È il modo particolare che ha di affrontare le frenate, l'ingresso in curva».
Quanto al duello con il compagno, Kimi è categorico: «Ci ho provato, ma tutte le volte che mi avvicinavo, Felipe riusciva ad allontanarsi. E poi sapevo che lui si sarebbe fermato dopo. Difficilmente se ti fermi prima, riesci poi a passare. Ma va bene così. Non c'era niente da fare contro di lui. Però la prossima gara sarà una storia diversa: io voglio vincere, non mi interessa fare secondo, anche se, vista la brutta partenza di Hamilton e gli altri suoi problemi, ho subito capito che avrei potuto passare in testa al mondiale». Alla fine solo questo conta.