Secondo il potente capo dei «camalli» genovesi bisogna evitare il commissariamento dello scalo in un momento di sfavorevole congiuntura per merci e passeggeri Batini sfratta Carena da Palazzo San Giorgio Il console della Compagnia unica merci varie va c

Vito de Ceglia

Novi? «È da qualche anno che non si vedeva un presidente cos셻. Parola di Paride Batini, console della Compagnia Unica. Che aggiunge: «La sua decisione di chiedere al Comitato portuale la rimozione del segretario generale Carena è un atto legittimo. Può farlo, è la legge che glielo consente. Novi deve restare al suo posto e deve essere sostenuto: perché è un uomo capace, libero e onesto».
Il console si esprime in termini netti, senza tuttavia puntare l'indice nei confronti di qualcuno. Carena? Il console dribbla la domanda: «Guardi, non mi interessa la querelle tra lui e il presidente. E, poi, non sono in grado di dare un giudizio. So solo che il presidente deve essere aiutato, in termini di collaborazione, per portare avanti il proprio lavoro».
A questo punto, la posizione della Compagnia Unica, in favore di Novi, è antitetica rispetto a quella dei terminalisti e di Assindustria?
«Non esiste nessuna contrapposizione tra noi e i terminalisti o Assindustria. Noi appoggiamo Novi, punto e basta. E lo facciamo a parole, perché nessun nostro socio è presente in Comitato portuale così come in altre sedi istituzionali. Detto questo, ho un ottimo rapporto con i terminalisti, e così deve restare. La verità è che il nostro giudizio non è così determinante, sempre che qualcuno non ci tocchi direttamente in modo scorretto: a quel punto, metteremo in campo la nostra forza, il nostro sindacato e la nostra autonomia».
Però, se Novi venisse sfiduciato in Comitato, si aprirebbero le porte del commissariamento dell'Authority.
«Novi sta bene dov'è! Se poi i membri del Comitato vogliono sfiduciarlo, la Compagnia Unica ne prenderà atto. Guardi, abbiamo resistito a 665 anni di storia, resisteremo anche al commissariamento dell'Authority».
È preoccupato per le deludenti performance del porto di Genova?
«Certo, è vero che il momento di criticità si è prolungato nel tempo, però sono sicuro che il porto si riprenderà: perché le prospettive sono buone. Ora, stiamo solo soffrendo una sfavorevole congiuntura economica».
Il sindaco Pericu sostiene che se i traffici calano dipende dalla poca capacità dei terminalisti…
«Non sono d'accordo. Forse chi sostiene questo dovrebbe prima avere una conoscenza più approfondita sul porto e sulle sue dinamiche di traffico. A volte, è necessario un pizzico di umiltà. Se il porto perde traffico, non è colpa dei terminalisti, che sanno fare bene il loro lavoro, ma della mancanza di un piano di sviluppo dello scalo. È, in sostanza, necessario individuare una crescita del porto puntando sulla qualità delle merci. Ecco, allora, che dobbiamo investire sulla struttura fisica del porto, sui sistemi portuali».
Anche Voltri ha risposto alle vostre aspettative? Le ricordo che il presidente Novi, in diverse occasioni, ha battuto il tempo al Vte per il suo scarso rendimento…
«Il Vte non ci ha deluso. Sono fiducioso perché è una società solida, guidata da un management in gamba. E ci sono importanti prospettive di sviluppo. Infatti, sono in arrivo nuovi traffici: il primo segnale arriverà il 20 settembre, con l'ingresso nel porto di Voltri della nave P&O Vespucci. Il servizio del gruppo P&O porterà in dote circa 200mila teu».
Facciamo un passo indietro. Batini è sempre un convinto sostenitore dell'Affresco di Renzo Piano?
«Sì. Mi convincono gli elementi di fondo del progetto. E seguo con molta attenzione le varianti che, negli ultimi mesi, sono state apportate al piano. L'Affresco fotografa un porto nuovo, fatto per attirare nuovi traffici ad alto valore aggiunto e compatibili con l'ambiente. Stiamo parlando di prodotti forestali, coloniali, siderurgici, di metalli non ferrosi e di macchinari. L'architetto ha disegnato un porto multi-uso, che non necessita di straordinari stravolgimenti. Mi convince, nonostante la tempistica, anche il trasferimento dell'aeroporto».
Secondo lei, è mancato un confronto con l'utenza?
«Io so solo che questo progetto è stato presentato pubblicamente alla città. E so anche che l'architetto Piano si è sempre dimostrato aperto al confronto recependo le osservazioni di tutti».
Qual è il futuro della Compagnia Unica?
«È legato al porto in modo indissolubile. Quindi, se il porto cresce, di riflesso cresce anche la Compagnia. Se non c'è traffico, non c'è lavoro e i nostri soci non guadagnano: quindi, si crea una situazione di difficile gestione. Soprattutto, in questo momento, che i portuali sono diventati iper-flessibili e le percentuali sui turni si sono quasi appiattite. Sia chiaro: il porto non ha futuro senza la Compagnia, e viceversa».
E dietro al console c'è un degno sostituto, un leader?
«Allo stato potenziale, dietro di me c'è un giovane gruppo dirigente bravo ed intraprendente. La compagnia è formata da opionion leaders, saranno loro a formare una leadership. All'interno della Compagnia non dovranno mai esistere egoismi o antagonismi. È giusto invece pensare ad una competizione, che sia però costruttiva e trasparente per il bene di tutti. Detto questo, non mi sono posto un limite temporale, quindi continuerò a fare il console finché avrò il sostegno dei soci e del Consiglio di amministrazione».