Le sedi «low cost» di Ds, Rifondazione e Sdi

(...) canoni mai rivisti, contratti scaduti da anni. «Il tutto è in mano ad una commissione tecnica incaricata da municipi e giunta comunale - spiega Giuseppe Murolo consigliere comunale di An- che non si capisce con quali criteri assegni e gestisca questi immobili. Qui ci stiamo giocando un patrimonio per un Comune che non trova neanche più i soldi per tappare i buchi nelle strade».
E allora andiamo a sbirciare le competenze tra i canoni ad uso commerciale che fanno arrossire. Partiamo, per esempio, da quelli in uso alle sezioni di partito. I Democratici di sinistra, che hanno cambiato il nome ma non le sedi, pagano per il circolo di via Bologna 1.807 euro l’anno per 70 metri quadri, ai civici 326 e 328 di via Struppa la sezione Limoncini sborsa 121 euro al mese per 39 mq, ed in via Brenta (zona Sturla) per 51 mq spende circa 5.000 euro l’anno. Fortunati nell’essersi accaparrati un immobile comunale sono stati anche i Socialisti dello Sdi che, se sono spariti dal Parlamento e si contano sulle dita di due mani per il numero di voti raccolti, dispongono di 320 metri quadri di sede in via del Fossato per 5.619,3 euro annui.
Ma alla fiera dei saldi del Comune di Genova partecipa anche Rifondazione Comunista con i 157 euro mensili sborsati per la sede di via Vado (due civici, 49 e 51, e 46,13 metri quadri di spazio). Siccome il problema non è solo strettamente politico, i canoni inferiori al prezzo di mercato toccano anche molti esercizi commerciali e sbirciando negli elenchi comunali si notano sperequazioni tra negozi e negozi con concessioni quasi inspiegabili: «Il fatto è che non esistono parametri precisi su cui vengono svolte certe valutazioni- ricorda Murolo-. La nostra proposta è quella che prima di assegnare i locali che sono in scadenza di contratto, o al momento non assegnati, il comune pubblicizzi la possibilità per i privati di poter affittare l’immobile e proceda con delle aste pubbliche concedendo l’immobile al miglior offerente». Il consigliere di An si muoverà anche ufficialmente chiedendo in consiglio comunale chiarimenti all’assessore all’edilizia Bruno Pastorino. Così potremmo capire come il teatro Hop Altrove di piazza Cambiaso, nel pieno del centro storico, paghi all’amministrazione solo 6.258 euro per 660 metri quadri di spazio. O il teatro della Tosse, per restare in ambito culturale, spenda 11.857, 40 euro per 3.355 mq a disposizione.
(1 - continua)