Sedicenne aggredito in piazza Rossetti

Corsi di arti marziali per tenere a freno l’aggressività senza controllo del «bullo»: è quanto prevede, assieme ad altri interventi, una proposta di legge presentata da An al consiglio regionale della Liguria. «L’arte marziale - spiega il primo firmatario Alessio Saso -, contrariamente a quanto comunemente si pensa, non ha l’obiettivo di provocare danni fisici all’avversario. È una pratica che comprende l’aggressività dell’adolescente, la valorizza, la fa esprimere, ma soprattutto la regola. Nel combattimento la regola, la disciplina, l’ordine non lasciano spazio alla violenza e all’arroganza». Secondo il promotore della legge, la Regione, in collaborazione con l’osservatorio regionale contro il bullismo, istituito in Liguria nell’aprile 2007, dovrebbe sostenere il ruolo degli insegnanti finanziando vari progetti. Tra questi, i corsi extracurriculari di arti marziali attraverso convenzioni con scuole qualificate e di esperienza nel settore del disagio sociale minorile. Sono previste anche campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti e alle loro famiglie e corsi di formazione del personale scolastico.
Certamente non hanno seguito corsi di arti marziali per frenare la propria aggressività i componenti di una banda di sudamericani che l’altra sera hanno aggredito un ragazzo di sedici anni, lo hanno minacciato con un coltello e lo hanno rapinato di trenta euro e del telefono cellulare. L’aggressione, secondo quanto dichiarato dal giovane, è avvenuta in piazza Rossetti, alla Foce, intorno alle 22.30. La vittima è stata circondata da un gruppo di una decina di giovani, che a quanto pare avevano un accento sudamericano, e costretta a consegnare quanto aveva nelle tasche. Subito dopo la rapina, il ragazzino ha chiamato il padre che ha avvertito i carabinieri.