Sedicenne morta, indagati primario e altri 4 medici

A finire nel registro degli indagati il primario del reparto di otorinolaringoiatria che ieri era stato sospeso dal servizio dalla direzione dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, tre medici dello stesso reparto e un medico anestesista

Vibo Valentia - Cinque medici dell’ospedale di Vibo Valentia sono indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura sulla morte di Eva Ruscio, la sedicenne deceduta mercoledì scorso durante un intervento di tracheotomia d’urgenza per via percutanea dopo essere stata ricoverata, il lunedì precedente, per un ascesso alle tonsille. I pm Fabrizio Garofalo e Simona Cangiano sono giunti all’emissione degli avvisi di garanzia, nei quali si ipotizza il reato di omicidio colposo, dopo avere interrogato nel pomeriggio il personale medico ed infermieristico che ha seguito il caso di Eva ed i genitori della sedicenne. Il provvedimento è stato emesso anche a tutela degli indagati che così potranno nominare propri periti di parte per l’autopsia che sarà effettuata domani dai tre periti napoletani nominati dalla Procura.

Indagati primario e altri 4 sanitari A finire nel registro degli indagati sono stati il primario del reparto di otorinolaringoiatria, Domenico Sorrentino, che ieri era stato sospeso dal servizio dalla direzione dell’Azienda sanitaria, tre medici dello stesso reparto, Gianluca Bava, Francesco Morano, e Giuseppe Suraci, e un medico anestesista, Michele Miceli.

Il rapporto degli ispettori sul reparto Di pari passo con l’inchiesta della Procura, procede quella dalla commissione composta da ispettori del ministero della Salute e dell’assessorato alla Sanità della Regione. E quello che è emerso sul reparto di otorino non è incoraggiante: un’organizzazione poco coerente del personale con turni troppo lunghi, scarsa esperienza professionale e personale precario. Gli ispettori hanno inviato una relazione preliminare al ministro Livia Turco, ma alla luce di quanto emerso estenderanno i controlli anche al resto dell’ospedale. Stamani anche i carabinieri del Nas sono tornati nell’ospedale per ultimare gli accertamenti iniziati ieri. E mentre il vice ministro all’Interno, Marco Minniti, ha parlato della necessità di un lavoro attento per accertare le responsabilità, stabilire che chi ha sbagliato deve pagare, e costruire le condizioni affinchè questo non si ripeta, il presidente dell’Ordine dei medici di Vibo, Concetto Rodà, ha chiesto di «concludere al più presto le indagini per fare chiarezza sulle responsabilità». Rodà ha parlato di un triste episodio che «sta alimentando un clima preoccupante ed ingeneroso di colpevolizzazione indiscriminata dei professionisti e delle istituzioni sanitarie» schierandosi «a tutela dei tantissimi che ogni giorno dedicano la loro opera professionale alla cura del malato con rigore e competenza, in condizioni ambientali difficili e spesso con gravissime carenze organizzative e strutturali».

Vertice in Regione In serata i capi dipartimento ed i dirigenti dell’Azienda sanitaria, hanno avuto una riunione con il presidente della Regione, Agazio Loiero, che poco prima aveva voluto incontrare il padre di Eva per un incontro «tra genitori». La madre di Eva, Giovanna Barone, invece, vincendo il dolore, ha voluto incontrare i compagni di scuola della figlia che anche stamani si sono presentati davanti all’ospedale per fare «sentire», in maniera silenziosa, la loro rabbia ed il loro dolore. «Ringrazio tutti per l’amore che hanno dimostrato per Eva», è riuscita a dire. Una amore che traspare dai tanti messaggi lasciati dai ragazzi davanti all’obitorio, uno dei quali recita: «è stato calpestato un fiore che ancora doveva finire di sbocciare. Ancora una volta il mondo è stato privato del fiore più raro».