Sedici anni di degrado tra le lapidi della Castagna

Un intero settore risulta inagibile a causa di muri pericolanti

Sedici anni nel degrado. Succede al cimitero della Castagna, a Sampierdarena, dove un intero settore del camposanto è inagibile ormai da oltre tre lustri. Così, un migliaio di famiglie per tutto questo tempo non hanno mai potuto portare un fiore sulla tomba dei propri cari e nemmeno recitare una preghiera sulla loro sepoltura, in pratica inavvicinabile. «Sono passati circa 16 anni da quando sono apparse le prime crepe sui muri delle tombe del comparto est, al primo piano del Cimitero della Castagna a Sampierdarena. Da allora il Comune di Genova non ha fatto che promettere invano il risanamento dell’area, limitandosi però soltanto a fare installare delle squallide transenne di tavole inchiodate, griglie e lamiere di ferro che avevano lo scopo di impedire ai cittadini di accedere a circa 1000 tombe», attacca Angelo Messina, capogruppo di Forza Italia nelle circoscrizione di Centro Ovest. Il consigliere ha scritto un’interpellanza urgente al Comune. «Oggi - prosegue - quelle transenne sono marcite, divelte ed arrugginite, aggiungendo un grave pericolo al profondo degrado della zona infestata dai rovi e dai rifiuti, e che molto spesso compare sulle cronache per l’avvistamento di cinghiali e di animali randagi che si aggirano tra le tombe. Ma più ancora dello stato di abbandono del cimitero, colpisce il bizzarro atteggiamento della civica Amministrazione che, invece di risanare l’area, l’anno scorso ha speso un ingente quantitativo di denaro pubblico per costruire un ascensore che conduce nel superiore reparto inagibile, ed ha dato priorità al rifacimento della facciata e del piazzale del cimitero!».
Messina commenta che è sembra essere stata del tutto inutile l’opera che ha svolto in tutti questi anni: «Ho cercato in tutti i modi di promuovere i lavori per il restauro del comparto est del Cimitero della Castagna anche sensibilizzando l’opinione pubblica, i mezzi d’informazione e perfino le Parrocchie circoscrizionali, senza ottenere dal Comune di Genova e dalla Società per i Servizi Funebri l’atteso risanamento dell’area, a discapito delle migliaia di parenti dei defunti che, pur essendo contribuenti che pagano le tasse come gli altri, sono invece trattati dalla Civica Amministrazione come cittadini di serie B, che non possono disporre del sacrosanto diritto di visitare le loro tombe di famiglia».
Ma il degrado non è soltanto del cimitero della Castagna, ma di altri campi di sepoltura per i quali sarebbero necessari lavori di ristrutturazione. In questi giorni, comunque, interventi di manutenzione vengono realizzati sulle alberature e sulle siepi dei camposanti, come nel cimitero della Cà Bona di Rivarolo dove l’altra mattina sono state tagliate le siepi e ripulito il selciato.